Video

Teatro coppola - Teatro dei cittadini. Video di Giovanni Tomaselli

Catania, teatro Coppola occupato. Artisti in movimento per la cultura

Catania, teatro Coppola ancora occupato. «Lo ridaremo ai cittadini quando sarà fruibile»

Domenica mattina al cantiere del teatro coppola

Il Maestro Brigantony al Teatro Coppola

Catania, Dente ospite del teatro Coppola occupato (24 dicembre 2011) - CTzen

Occupazione del teatro Coppola. I volti e le storie dei volontari

Teatro Coppola Occupato - 60pezzi.it

Catania, le storie del teatro Coppola occupato - CTzen

ARTISTI OCCUPANO IL TEATRO COPPOLA: "DIGNITA' ALLA CULTURA CATANESE" - Antenna Sicilia

Catania, le storie del teatro Coppola occupato. Alessia: «Imparo a passare lo stucco sul muro»

Paolo Giorelli parla del Teatro Coppola liberato

Il Teatro Coppola Torna a vivere (Tirreno Sat)

donazioni

Per ricostruire il teatro abbiamo bisogno del vostro aiuto. Potete sostenere l'iniziativa portando qui (via del Vecchio Bastione, 9) tutto ciò che può servire per trasformare il Teatro Coppola nella nuova e duratura casa dell'arte e della cultura. Siete tutti i benvenuti

 

Lista materiali indispensabili per ultimare i lavori di ristrutturazione del Teatro Coppola

 

Sanitari

  • 3 lavabi
  • 4 wc
  • 1 piatto doccia

Idraulica

  • materiali vari
  • tubi
  • raccordi
  • flessibili
  • rubinetteria (3 per lavello. 1 per doccia)
  • cassetta scarico
  • sifoni
  • autoclave

Impianto elettrico

  • fili (matasse)
  • canalette
  • interruttori a parete
  • sonda
  • lampadine
  • ciabatte
  • prese a parete
  • quadri elettrici
  • fiori – plafoniere
  • doppie prese
  • neon da 120 (w 24 luce calda)
  • sacchi neri (spazzatura)
  • mascherine
  • guanti

Attrezzi

  • martelletto
  • seghetto alternativo
  • saldatore
  • caschetti
  • trabattello
  • ponteggi
  • teflon
  • cavi d'acciaio
  • tiranti
  • fogli di polistirolo
  • corde
  • lenze
  • carrucola
  • listelli
  • chiodi d'acciaio per legno
  • ducotone

Rivestimenti

  • mattonelle da bagno
  • resina per pavimenti
  • antiruggine per ferri
  • porte
  • nappa (nera o rossa)
  • cemento
  • calce
  • collante
  • azolo
  • Varie cantiere:
  • cerata
  • mattoni forati
  • stucco
  • cemento a presa rapida
  • rete elettrosaldata
  • vasca per raccolta acqua in pvc

Varie arredi

  • sedie
  • poltrone
  • tavoli
  • tappeti
  • divani
  • scaffali
  • maniglioni antipanico

 

Immagini

Le immagini del cantiere

sabato 16 giugno TEATRO COPPOLA 6 MESI DI CONSAPEVOLEZZA

Il 16 Dicembre 2011 abbiamo liberato uno spazio fisico dal vuoto e dal silenzio; dalle macerie dell'incuria; dalle carcasse degli intrighi amministrativi. Il Teatro Coppola, già primo Teatro Comunale della città di Catania, è stato restituito con un'azione legittima alla comunità; riportato alla memoria e alla quotidianità; alla sua funzione sociale come luogo di cultura e partecipazione, dove il gesto creativo, l'invenzione, possano nascere senza condizioni in tutte le loro manifestazioni artistiche, economiche, politiche.
Un Teatro che si fa piazza, assemblea, esperienza di autogoverno dal basso.
Non una sacrestia illuminata e monocroma ma una moltitudine meticcia dove nessuno è straniero.
Di fronte a istituzioni che hanno svilito l'individuo nel suo essere pubblico, lasciandogli come funzione unica quella di eleggere dei delegati, abbiamo voluto lanciare il seme dell'azione diretta. All'immobilismo della burocrazia abbiamo risposto con il lavoro. All'abbandono con la ricostruzione. All'alibi della crisi con la certezza dei bisogni.
Abbiamo rivendicato la dignità professionale dell'Arte attraverso la consapevolezza e l'esercizio del diritto di piena cittadinanza: l'urgenza gioiosa di occuparci in prima persona di ciò che ci appartiene.
Più di cento fra spettacoli e iniziative in sei mesi. Il lavoro di artisti e maestranze. Le donazioni di tempo, materiali e attrezzature. Il sorriso della Civita.
Non ci siamo appropriati di un palco, lo abbiamo restituito ai cittadini.
Perché solo i cittadini fanno una città e ne riscrivono collettivamente il presente

Programma:

ore 12.00
«Sapore di sale?» ai bordi della strada ferrata - Soundwalk, Passeggiata Sonora [Civita - Pescheria - Porto]
a cura di SSRG (Sound Scape Research Group) onlus, con la collaborazione di FKL -I (Forum Klanglandschaft – Italia), Rete Siciliana per il Paesaggio Sonoro

La soundwalk, passeggiata sonora o passeggiata d'ascolto, è un'esperienza di attraversamento del territorio. Considerare il suono o il silenzio che ci circonda come dato informativo e nello stesso tempo un valore sul quale riflettere mette in luce le valenze estetiche implicite o nascoste nei suoni che usualmente consideriamo accidentali o accessori, e che passano nella maggior parte dei casi come inosservati, o meglio inascoltati. Le città offrono alcuni esempi di paesaggio sonoro particolarmente interessanti sotto il profilo estetico, antropologico, storico e simbolico.

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ore 15.30
Una favola a merenda - Teatro Coppola Teatro dei bambini

Un pomeriggio dedicato ai bambini: un gioco per costruire e scrivere una favola tutti insieme, un pezzetto per volta. Ogni bimbo, a turno, avrà la possibilità di esprimersi inventando una parte di storia che sarà arricchita e continuata dal successivo. E nel frattempo, merenda per tutti!

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ore 20.00
Aperitivo con Buffet

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ore 20.30
Il Teatro dei Cittadini proiezione del documentario in progress di Giovanni Tomaselli

Immagini che ripercorrono la storia del Teatro Coppola di Catania, primo teatro comunale della città: dalla fondazione nel 1821, alle bombe del 1943, alla liberazione del dicembre scorso. Storie di cittadini che desideravano due secoli fa uno spazio aperto per la cultura. Storie di cittadini che oggi decidono di riprendersi uno spazio abbandonato e che è uno spazio di tutti. I documenti, le immagini dei lavori di ristrutturazione, le esibizioni sul palco del Teatro dei Cittadini: una nuova storia da riscrivere.

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ore 21.00
«Dammi tempu...» - assemblea cittadina

con Teatro Coppola Teatro dei Cittadini , Teatro Garibaldi aperto (Palermo), Campo San Teodoro liberato, Chiesa San Francesco-GAR, GAPA, Cittàinsieme, Rete Antirazzista, Libreria sociale Mangiacarte, Lomax, Officina Rebelde, A.L.B.A.

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ore 22.30
ZUMA in concerto

Progetto nato dall'amicizia fra due chitarre, quella di Dino Gigliuto e quella di Giuseppe Lombardo. Sonorità pacate e malinconiche ispirate dalle colonne sonore di Ennio Morricone, dai reverberi degli Shadows, dai colori dei Calexico, dalla malinconia di Nick Cave. Completano la line up Gabriele Timpanaro al contrabbasso, Ezio Mongiovì alla batteria e Marcello Caudullo al basso e alle tastiere . In uscita ad Ottobre il loro primo Disco: Less is More.

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"Teatro Coppola Lavori in corso"
Mostra fotografica di Daniele Arona

«L'idea di documentare i lavori nasce per ringraziare coloro i quali ieri hanno dato anima e corpo al progetto affinché il Teatro potesse essere ripristinato e offerto liberamente ai cittadini e che, ancora oggi, garantiscono che gli spazi del Coppola continuino ad essere utilizzati come Bene Comune».

domenica 17 giugno, ore 21.00 "Non è mai troppo corto", rassegna di corti underground

Metti una sera a teatro. Magari per una grande abbuffata di cinema. Aggiungi uno dei luoghi più particolari della città e il gioco è fatto. Domenica 17 giugno, alle ore 21, al Teatro Coppola, via Vecchio Bastione 9 Catania, va in scena “Non è mai troppo corto The best of”, una rassegna dei migliori corti delle prime due edizioni del Festival dei corti underground.

Il cinema sperimentale al teatro dei cittadini. Rifatto da capo a piedi e restituito alla comunità da un gruppo di artisti e il loro “capomastro” il musicista Cesare Basile, il Teatro Coppola diventa per una sera la casa di “Non è mai troppo corto” in attesa della terza edizione del Festival dei corti underground che si svolgerà dal 12 al 14 ottobre all’auditorium “Angelo Musco”, viale dell’Unione Europea, Centro Civico, a Gravina di Catania e che quest’anno ricompenserà il miglior film con un premio di 500 euro.

Un incontro speciale all’insegna di una filosofia comune, quella della sperimentazione. Cantiere di creatività e tra l’altro primo teatro comunale nella storia della città, il Teatro Coppola dà così spazio al cinema indipendente, a opere “fuori orario”, a cineasti di nuova generazione che osano.

mercoledì 20 giugno, ore 21.00 “I SOGNI DICONO SEMPRE UN'ALTRA COSA” spettacolo / studio drammatico su testi di Dacia Maraini

Laboratorio di arte drammatica del
TEATRO DEL MOLO 2

presenta

“I SOGNI DICONO SEMPRE UN'ALTRA COSA”
spettacolo / studio drammatico su testi di
Dacia Maraini

diretto da Gioacchino Palumbo

Lo spettacolo “I sogni dicono sempre un'altra cosa” è strutturato come uno Studio drammatico su alcuni dei più significativi testi drammaturgici di Dacia Maraini.
Le scene rappresentate sono infatti tratte da Stravaganze, Mela, Una notte un treno, I sogni di Clitennestra.

In queste opere, attraverso molteplici figure femminili, l' autrice tosco-siciliana riflette e fa riflettere sul tema della condizione esistenziale, sociale e storica della donna, della sua alienazione nel mondo contemporaneo, della violenza di cui è spesso vittima.
Nella sua scrittura lineare, diretta, senza falsi pudori, quasi documentaristica, emerge con forza anche il nodo tematico del disagio dei disadattati, degli emarginati, e del loro possibile riscatto morale e sociale.
Tutti i testi sono stati scritti negli anni ottanta, e costituiscono una testimonianza di quegli anni.
Stravaganze, prendendo spunto dalla importantissima legge Basaglia, una legge pilota a livello mondiale, è un testo che indaga il tema della malattia mentale e della sua relazione col tessuto sociale. Una notte un treno ha una drammaturgia costruita per quadri staccati. Ambientato in un treno, ci racconta degli incontri notturni tra i viaggiatori. Nel nostro studio drammatico abbiamo privilegiato quello tra un padre e una figlia. Mela è un confronto aspro, duro e toccante tra i sogni, le storie, le paure e i tradimenti di tre generazioni di donne, una figlia, una madre, una nonna. I sogni di Clitennestra ha come nodo tematico fondante quello dell' emigrazione. Il testo è una riscrittura dell' Orestea di Eschilo, dove gli Atridi, Agamennone, Clitennestra, Egisto, Oreste, Elettra, diventano una povera famiglia di emigranti siciliani. In questo Studio abbiamo scelto un dialogo tra Clitennestra ed Egisto. Il testo di I sogni di Clitennestra è già stato messo in scena dal Teatro del Molo 2, con debutto al Teatro Scenario Pubblico di Catania nel maggio del 2005.


Con
Michela Astuti, Angela Auteri, Nunzio Basile, Ivana Bordonaro, Giuliana Catania, Ginevra Guarrera, Ljuda Kisenkova, Federica Lanza, Laura Mancuso Prizzitano, Muriel Travaillard, Gabriele Tringale.

Scene e grafica a cura di Fanny Barone, Alessio Consoli,Valeria Giusy Fichera, Silvia Grigoli, Fabio Marroncelli, Klara Muranyi.

Musiche a cura di Claudio Palumbo
Luci a cura di Fabio Marroncelli

Regia di Gioacchino Palumbo



Ingresso gratuito (con offerta libera per il Teatro Coppola)


Informazioni:
www.gioacchinopalumbo.it

Teatro del Molo 2: https://www.facebook.com/
profile.php?id=100001465332761







Teatro del Molo 2

opera professionalmente nel campo della produzione e della pedagogia teatrale e cinematografica dal 1981.
Il Centro studi teatrali del Molo 2 di Catania opera nel campo della pedagogia teatrale e

cinematografica e promuove dal 1981, ogni anno, corsi annuali di recitazione per il teatro

e il cinema e di espressione corporea. Molti suoi allievi sono attori affermati a livello

nazionale nel cinema e nel teatro.

Gioacchino Palumbo e il Centro Molo 2 hanno collaborato , tra gli altri, con Jerzy Grotowski, Ludvig Flaszen Rena Mirecka, Stanislaw Scierski, Ryszard Cieslak ( Teatro-Laboratorio di Grotowski), Yoshi Oida ( attore e docente del Centro Internazionale Ricerche Teatrali di Parigi diretto da Peter Brook), Franco Battiato, Odin Teatret, Fratelli Colombaioni, Domus de Janas Ensemble, Teatro Potlach, Teatro Settimo, Remo Gironi, Galatea Ranzi, Donatella Finocchiaro, Giovanni Calcagno, Anna Bonaiuto, Manlio Sgalambro, Paola Mannoni, Pippo Pattavina, Angelo Tosto, Rossana Bonadede, Nello Toscano, Alberto Alibrandi, Carlo Cattano, Juri Camisasca .

Tra gli allievi del Molo 2 tanti attori e attrici oggi professionisti, ma anche tanti

operatori culturali e psicologi: tra gli altri Giovanni Calcagno ( protagonista in film e

spettacoli di Bellocchio, Martone, Scimeca, Pirrotta, Palumbo, ecc.), Donatella Finocchiaro

( protagonista in film e spettacoli di Torre, Battiato, Bellocchio, Zaccaro, Palumbo, Andò,

Ronconi, ), Riccardo Mondo ( psicoterapeuta, fondatore del Centro Crocevia), la compagnia “Badarnù” , ecc.

Ha promosso corsi di drammatizzazione e creazione drammatica per studenti universitari e specializzandi in diverse Università: per la Università di Belle Arti di Valencia (Spagna), per la Facoltà di Lingue di Catania e Ragusa, per la Facoltà di Scienze Politiche di Catania, per la Scuola di specializzazione in Psichiatria della Facoltà di Medicina di Catania, per la facoltà di Scienze Sociali della Università di Messina (sede di Modica), per l’Opera Universitaria- Ersu di Catania per cinque edizioni, producendo spettacoli quali “L’avaro” e “Il Malato immaginario” di Moliere e altri.
Ha organizzato numerosi corsi teatrali in Centri Culturali in tutta Italia e in Europa
a Berlino ( per la Biennale d' Arte contemporanea), Valencia ( Università di Belle Arti), San Pietroburgo, Firenze, Fara Sabina, Cagliari, Trieste, Catania, Ragusa, Agrigento.
Promuove da molti anni il Laboratorio “Archedrama”, percorsi formativi di pratiche psicocorporee e tecniche drammatiche applicate ai processi di crescita personale, presso Università, scuole ed circoli didattici, comunità ed istituti psicopedagogici, centri culturali.

Ha prodotto più di 40 spettacoli teatrali presentati in rassegne nazionali e internazionali, teatri stabili , istituti di cultura.
Tra le ultime produzioni “ Voci su Medea”, presentato al Teatro Stabile Biondo di Palermo; “Frida”, con Donatella Finocchiaro e Vincenzo Failla, co-prodotto dal Teatro Stabile di Catania; “ Ti porterò dai monti fiori allegri” con Galatea Ranzi, co-prodotto da Etna-Fest a Catania; “ L’ amore di Fedra” di Sarah Kane, presentato all’ Ortigia Festival di Siracusa, diretti da G. Palumbo.
Particolare attenzione è stata data sia la drammaturgia greca classica, anche rivisitata da autori moderni (Antigone di Sofocle, Elektra di von Hofmannsthal, Medea di C. Wolf, Fedra di Ritsos, Cassandra di C. Wolf, Clitennestra di D. Maraini, Fedra di S. Kane, Lisistrata di Aristofane, ecc.), sia gli autori del novecento (Beckett, Ionesco, Pinter, Brecht, Hofmannsthal, Cechov, Kane, Koltès ecc.).
Ha realizzato un progetto sul “Teatro dei luoghi” basato sull’ idea di creare eventi scenici utilizzando scenari naturali e architettonici, castelli, piazze, strade, mulini, palazzi barocchi, vicoli medioevali, capannoni industriali, porti, come ambientazione per testi classici e drammi storici ( “Yerma” di G. Lorca, in un vecchio mulino nei pressi di Catania, “La morte di Danton” di Buchner nel cortile di Palazzo Biscari di Catania, “Bianca di Navarra” di G. Palumbo, “Costanza D’ Altavilla” di C. Catanzaro e G. Palumbo, “ Re Martino” di E. Blanco , nel castello normanno di Acicastello, “Natale Barocco “ di Garufi nel sagrato della Chiesa di San Giorgio a Ragusa Ibla, nel sagrato della Chiesa di San Giorgio a Modica, a Scicli, a Comiso, a Militello) .
Ha collaborato con il Teatro Stabile di Catania con il quale ha co-prodotto lo spettacolo teatrale su Frida Khalo, “ Frida/alberodella speranza sii solido”, con Donatella Finocchiaro e la regia di Gioacchino Palumbo, e presso il quale ha presentato, sempre con la regia di Gioacchino Palumbo, “Elektra”, di von Hofmannsthal, “Fedra” di Ritsos, “ Le Mosche” di Sartre, con Donatella Finocchiaro, “ Il giardino dei ciliegi” di Cechov.
Ha organizzato i convegni e le rassegne teatrali “Le radici del Teatro” e “Itinerari teatrali” ( due edizioni) promossi dall’ Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana.

giovedì 21 giugno, ore 21.00 FRAMMENTI DI UN DISCORSO, recital su Giorgio Gaber

Frammenti di un discorso e’ una selezionie di brani  estrapolati  dal teatro canzone  di giorgio gaber.  Gianluca indaco, rileggendone i contenuti,  restiuisce un gaber  sempre verde,interpretando con   fedelta’ quasi  tibetana uno tra i  piu’ grandi autori ,insieme a de andre,del cantautorato italiano.  Uno spettacolo attuale e  divertente in cui l’attore si muove con prudenza,cogliendo tutto il disagio di una civilta’ che ha smesso di pensare con la propria testa e vive di stereotipi,di luoghi comuni,di convenzioni,omologazioni e chi piu’ ne ha, piu’ ne metta,senza riuscire a trovare uno scopo preciso. In questo senso la prova teatrale, otre ad essere un personale omaggio al signor g, e’ anche un luogo  di confronto,uno spazio diverso dove lo sforzo di attenzione richiesto al pubblico viene ricambiato con la possibilita’ di rifletere sulla situazione attuale della nostra societa’ e al tempo stesso, di interrogare la propria coscienza.                                                                                                                            Gianluca indaco     Gianluca indaco – voce e chitarra

venerdì 22 giugno, ore 19.00 CONFERENZA: DALLA BIO-POLITICA ALLA BIO-VIOLENZA Leonardo Caffo (Università degli studi di Torino)



La carne biologica, è davvero "sostenibile", "equa" e "solidale"? E cosa c'entra la biopolitica con la bioviolenza? Se siamo tutti fatti di carne, che diritto abbiamo nel disporre di quella altrui? È in questo nuovo terreno di sfruttamente e uccisione dei corpi degli animali non umani che possiamo individuare un'estensione del già sperimentato dominio della vita umana. Attraverso un'analisi filosofica serrata, che faccia dei fatti e del dolore il suo fondamento, non possiamo che affermare che qualsiasi controllo della vita che abbia come fine la morte dell'altro, o il suo addomesticamento, deve essere respinto senza ripensamenti.

A SEGUIRE APERITIVO VEGAN

sabato 23 giugno, ore 21.00 LA CISTERNA, di Salvatore Arena, con Massimo Zaccaria

LA CISTERNA

testo e regia
Salvatore Arena

attore narrante
Massimo Zaccaria

FINALISTA PREMIO SCENARIO PER USTICA 2009

una produzione
MANA CHUMA TEATRO

La storia.
Un uomo in una piazza del sud del mondo grida al cielo il suo dolore.
Abbandonato dalla moglie e dal figlio si ritrova da anni ad aspettare un santo che non si fermerà mai. Aspetta quel santo con fede cieca per ottenere un miracolo di cui non ha bisogno. Un uomo senza un braccio, questo è per tutti gli altri, per la gente, per se stesso. La piazza lo stringe, lo circonda. Gli occhi degli altri gli pesano addosso come piombo. E, tra il ricordo di un sogno, di un figlio che non incontra da anni, vive questa vita fatta di niente. Pinuccio anni addietro lavorava in una rimessa lavaggio. Un compagno cade dentro la cisterna al cui interno ci sono vapori di zolfo, non ha scampo, così come non hanno scampo gli altri tre suoi compagni intervenuti per aiutarlo. Un Giufà pugliese contro voglia, suo malgrado. Chi è Pinuccio, cosa vuole? Vuole che il nastro del tempo si riavvolga, vuole cancellare dalla sua testa il ricordo, il senso di colpa per la morte dei suoi amici. Vorrebbe entrare nella cisterna e salvarli tutti. Invece le cose che sono avvenute rimangono lì, come un'immagine riflessa dentro l'acqua.


Sul palcoscenico.
Prima di raccontare. Mi chiedo sempre: perché scelgo questa storia e non un'altra? Mi
chiedo qual è il modo giusto, con quale punto di vista la racconto? Come testimone,
come protagonista, come donna, come animale. Ne assumo i suoi occhi. Il corpo poi mi
guida. Nella semplicità della storia cerco la mia nudità di uomo. La verità deve essere
detta tutta senza fronzoli. Mi lascio andare, allora, mi abbandono a quello che i
protagonisti della vicenda vogliono dire. Sosto silenzioso sul palcoscenico e aspetto.
Vedo ombre che si muovono. Io non le inseguo, mi vengono a cercare, loro. Solo alla
fine, stremato, capisco quello che vogliono dire.
Ogni parola mi pesa in bocca, ogni muscolo si allena, per lavare un camion. Si allenavano
i polmoni per non respirare. Sciocco respiro zolfo acceso di un fiammifero per capire e
non capisco. E allora rido e piango. Nessun metodo, solo la leggerezza dell'abbandono.
Nessun metodo. Solo uno sguardo. Solo una parola e non un'altra.

domenica 24 giugno, ore 21.00 EILDENTROEILFUORIEILBOX84 in concerto

Eildentroeilfuorieilbox84 sono un pirotecnico trio romano, nato nel box auto numero 84 formato da: Giuseppe Maulucci, Giorgio Rampone, Lorenzo Lemme.

I tre sono cresciuti umanamente e artisticamente nel fertile sottobosco indipendente romano orbitante attorno al Circolo degli Artisti.

Chiamano il loro genere “Hard-Quore“: nonostante il grande impegno nell’uso delle parole e la gravità degli argomenti trattati nei contenuti dei testi, dal vivo ci troviamo spesso davanti a tre giullari (ma nella pura ottica del “fool shakespeariano”) che ballano, sudano, si divertono e si prendono in giro assieme al pubblico.

L’aspetto live è infatti parte integrante della loro poetica: basso, batteria, chitarra, sinth, campionatore, multieffetti e tre voci che si alternano e si sovrappongono continuamente.

Nel corso della loro lunga carriera hanno condiviso il palco con: Caparezza, Zen Circus, Giorgio Canali, Offlaga Disco Pax, Benvegnù, Tre Allegri Ragazzi Morti, Bud Spencer Blues Explosion, The Niro, IOSONOUNCANE e molti altri.

Il primo disco è ”Obecalp“ del 2004. Dal 2007 con ”Omota’L” e ancor di più dal 2009 con “AnanaB” guadagnano visibilità e iniziano a suonare in tutta Italia in locali e in vari festival: Sporco Impossibile, Il Sorpasso, Unconventional Music Fest, Vudstock in Sabina, Val d’Agrò Music Fest, Rockaria, Indipendulo MEI, Ephebia Festival (vincitori), Meeting del Mare, Onda Wave e tanti altri.

Gli Eildentroeilfuorieilbox84 hanno da sempre politicamente scelto di rendere i propri album liberamente disponibili sotto licenza Creative Commons.

Dal 2010 entrano nel rooster della “Famosa Etichetta Trovarobato” di Bologna.

Nell’aprile 2012 esce finalmente “La Fine Del Potere” Trovarobato/Audioglobe/Sferacubica.

Gli Eildentroeilfuorieilbox84 bevono solo acqua del rubinetto. (*_°)

Il teatro in un magazzino della marina

«Essendo io però ben penetrato del vivo desiderio, che questi cittadini han sempre mostrato per la perfezione di questo teatro. Sensibile alla loro voce che reclama per un locale di pubblico spettacolo. Disgustato di più osservare che una delle Primarie Città del Regno...và frattanto priva di qualunque oggetto che possa, anche per poco divertire i suoi abitanti. Considerando la difficoltà di potersi per quanto ne fu grande l'impegno portare al suo termine nell'anno corrente l'opera incominciata, non credo fuor di proposito rivolgere il pensiero alla costruzione di un piccolo teatro provvisorio onde riparare al positivo bisogno del momento».

Stralci delibera della proposta del Gravina per il Teatro Comunale, Catania 1820

A seguito di una petizione sottoposta nel 1818 al Comune di Catania da parte dei cittadini, nella quale si lamentava l'interruzione dei lavori per la costruzione del Teatro Novaluce (l'odierno Teatro Massimo Vincenzo Bellini) e la mancanza di un luogo idoneo alle rappresentazioni pubbliche, il Decurionato, «considerando la giustizia del pubblico reclamo per ottenere un locale provvisorio di pubblico spettacolo» e «considerando essere assolutamente necessario il bisogno di erigersi questo teatro onde cessare le giuste querele della popolazione», decide di procedere alla realizzazione di un teatro provvisorio nei locali del cavaliere Francesco Gravina Hernandez.

I locali vengono presi in affitto dal comune per nove anni, al termine dei quali si ritiene possa essere ultimato il ben più ambizioso progetto del Teatro Grande nella piazza di Novaluce (attuale piazza Teatro Massimo).

È la nascita ufficiale del primo Teatro Comunale di Catania, che aprirà i battenti il 19 giugno del 1821 mettendo in scena l'Aureliana in Palmira di Gioacchino Rossini.

«Se la civilizzazione di un paese conoscesi della esistenza di un Teatro, se esso contribuisce al raffinamento del gusto, ripulisce i costumi, e dà un maggior progresso alle belle arti in generale, Catania, ove le scienze e la bella letteratura sono state in tutti i tempi abbastanza coltivate, lo ha finalmente acquistato. La mancanza ne formava al certo un vuoto rimarchevole, e facea riguardare Catania, come in attrasso relativamente a questo ramo di pubblica civilizzazione. Oramai questa taccia non può esserle più corrisposta...Quando si vuol fare, tutto si fa».

Estratto dal Manifesto per l'apertura del Teatro Comunale provvisorio

Trascorsi i nove anni e non vedendosi ancora la fine dei lavori per la costruzione del Teatro Novaluce il Comune decide l'acquisto dei locali del cavalier Gravina Hernandez e vengono annessi alcuni terreni sul retro per ampliare sia il teatro che i suoi servizi. Il Teatro smette di essere Provvisorio e si chiamerà fino al 1887 (anno della sua prima chiusura) Teatro Comunale.

Nel 1887 il Teatro Comunale viene chiuso, ritrasformato in magazzino e affittato a commercianti locali come deposito di crusca, cereali e baccalà.

Fino all'inizio del 1895, quando il locale viene concesso dal Comune al "Circolo Filodrammatico Artistico" che, dopo averlo rimesso a nuovo a proprie spese, lo inaugura il 26 gennaio dello stesso anno.

Nel 1908, in occasione della rappresentazione del dramma Malìa di Luigi Capuana, il 2 giugno di quell'anno il teatro viene dedicato al compositore Pietro Antonio Coppola, già maestro orchestratore del Teatro Comunale e morto nel 1877.

Lo scoppio della prima guerra mondiale tronca ogni attività del Teatro Coppola fino al 1920, quando il Circolo Artistico, finita la guerra e raccolti i superstiti della filodrammatica, chiede al Comune la concessione del Coppola «per farne un teatro sperimentale. L'Amministrazione Comunale accoglie la richiesta con deliberazione del 1920».

Il nuovo corso del Teatro Coppola viene inaugurato il 12 Febbraio del 1920 con un lavoro di E. Murolo.

Nel 1923 la filodrammatica viene battezzata "Brigata d'Arte" e diviene, grazie anche ai numerosi successi, un vero e proprio vivaio per il teatro catanese.

L'inizio del secondo conflitto mondiale tronca ancora una volta ogni attività del Teatro Coppola che, abbandonato a se stesso, si riduce a deposito per i pescatori della zona. Fino all'8 luglio del 1943, quando i bombardamenti americani lo distruggono quasi completamente.

Due anni dopo i giovani del Circolo Artistico ne rivendicano le rovine allo scopo di ricostruirlo.

«Con deliberazione 24 Sett. 1945 N. 25277, la Giunta Comunale di Catania, vista la istanza 2 Agosto 1945 del circolo aristico, con la quale si chiede in concessione il Teatro Coppola, ne accoglie i voti a condizione della integrale ricostruzione del Teatro stesso senza corrispettivo.
La Giunta Prov. Amm. Nella seduta del 24 Nov. 1945 approva la detta deliberazione purché la concessione venga regolata mediante apposito atto nel quale sia fissato un termine e il collaudo venga eseguito dall' Ufficio tecnico comunale.

La procedura fino ad oggi non ha avuto seguito. Il glorioso Teatro, dal 1942 è rimasto muto nelle sue rovine»

Di ricostruzione si è riparlato negli anni Sessanta. «Il progetto fu approvato e finanziato e avrebbe goduto del contributo statale per danni bellici, ma l'Amministrazione Comunale qualche anno dopo fece stornare le somme per altre opere ritenute più urgenti, rinunciando financo a percepire il risarcimento dei danni di guerra».

Ridotto per anni a laboratorio scenografico del Bellini, nel 2005 è stato approvato un progetto per farne sala prove per l'orchestra dello stesso ente e ancora una volta i lavori sono stati interrotti e il cantiere abbandonato.

Oggi il Teatro Coppola ridiventa Teatro dei Cittadini che vorranno ricostruirlo.

 

 

 

 

 

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