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Aritmie · Variazioni e interferenze del contemporaneo | 1° edizione

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«Appartiene veramente al suo tempo, è veramente contemporaneo colui che non coincide perfettamente con esso né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale; ma proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo»

 [G. Agamben, “Che cos’è il contemporaneo?”]
 

Nella regolarità del flusso sanguigno del tempo presente, nel ritmo confortante e assopente dei suoi impulsi, nell’equilibrio anestetizzante dei suoi stimoli, l’aritmia interviene a sovvertire, nell’attimo inatteso, le idee stesse di regolarità, equilibrio e ritmo. Senza farsi equilibrio a sua volta, senza dettare un nuovo ritmo, ma efficace e potente proprio perché resta ciò che è capace di spezzare e perturbare, perché si fa davvero contemporaneo nella propria impossibilità d’accordarsi e armonizzarsi.

In uno spazio teatrale anomalo che mette in discussione i modelli senza farsi modello ma incessante irregolarità, come il Teatro Coppola, nasce "Aritmie. Variazioni e Interferenze del Contemporaneo", una rassegna dedicata ai più importanti e interessanti battiti fuori tempo di questo nostro tempo, che hanno segnato e continuano a segnare il teatro contemporaneo nelle sue varie forme. Perché, sottratto alla prevedibilità del suo consueto scorrimento, il flusso sanguigno deviato dall’aritmia può imboccare – e imbocca – strade, percorsi e conformazioni differenti e imprevedibili.

È così che quest’irrompere del contemporaneo si fa, in "Aritmie", non soltanto opere teatrali, ma incontri, laboratori, ibridazioni con il linguaggio filmico, per fare sì che il Teatro Coppola – con l’ausilio di una sottoscrizione minima più che accessibile a tutti, necessaria al sostegno dell’organizzazione di un progetto e di una proposta simile e decisamente inferiore al costo di qualunque biglietto per tali eventi in spazi convenzionali – possa farsi luogo di passaggio di ciò che il teatro contemporaneo ha di più rilevante e affascinante da offrire e che è quasi impossibile riuscire a vedere dalle nostre parti.

Aritmie in uno spazio aritmico per vocazione, dunque, perché, come scrive Agamben, non è il contemporaneo a subire simili interferenze e variazioni, ma sono proprio queste variazioni e interferenze a configurarsi come il vero contemporaneo: questa interferenza nel presente che si fa anacronismo, questa variazione del ritmo attuale che si rende inattuale, questa irregolarità del tempo che ci permette di percepire, in tutta la sua forza inafferrabile, questo nostro tempo.

 

 

aritmie-file 

27, 28 Marzo 2017 "La merda" di Cristian Ceresoli, con Silvia Gallerano  ·  29 Marzo 2017 Incontro con Antonio Rezza e Flavia Mastrella e proiezione "Milano, Via Padova"  ·  23 Aprile 2017 Fanny&Alexander presentano "Him" con Marco Cavalcoli  · Dal 22 al 27 Maggio 2017 laboratorio teatrale "La Cattedrale sommersa" condotto da Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio con performance finale

 

 

 

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programmazione

sabato 16 giugno TEATRO COPPOLA 6 MESI DI CONSAPEVOLEZZA

Il 16 Dicembre 2011 abbiamo liberato uno spazio fisico dal vuoto e dal silenzio; dalle macerie dell'incuria; dalle carcasse degli intrighi amministrativi. Il Teatro Coppola, già primo Teatro Comunale della città di Catania, è stato restituito con un'azione legittima alla comunità; riportato alla memoria e alla quotidianità; alla sua funzione sociale come luogo di cultura e partecipazione, dove il gesto creativo, l'invenzione, possano nascere senza condizioni in tutte le loro manifestazioni artistiche, economiche, politiche.
Un Teatro che si fa piazza, assemblea, esperienza di autogoverno dal basso.
Non una sacrestia illuminata e monocroma ma una moltitudine meticcia dove nessuno è straniero.
Di fronte a istituzioni che hanno svilito l'individuo nel suo essere pubblico, lasciandogli come funzione unica quella di eleggere dei delegati, abbiamo voluto lanciare il seme dell'azione diretta. All'immobilismo della burocrazia abbiamo risposto con il lavoro. All'abbandono con la ricostruzione. All'alibi della crisi con la certezza dei bisogni.
Abbiamo rivendicato la dignità professionale dell'Arte attraverso la consapevolezza e l'esercizio del diritto di piena cittadinanza: l'urgenza gioiosa di occuparci in prima persona di ciò che ci appartiene.
Più di cento fra spettacoli e iniziative in sei mesi. Il lavoro di artisti e maestranze. Le donazioni di tempo, materiali e attrezzature. Il sorriso della Civita.
Non ci siamo appropriati di un palco, lo abbiamo restituito ai cittadini.
Perché solo i cittadini fanno una città e ne riscrivono collettivamente il presente

Programma:

ore 12.00
«Sapore di sale?» ai bordi della strada ferrata - Soundwalk, Passeggiata Sonora [Civita - Pescheria - Porto]
a cura di SSRG (Sound Scape Research Group) onlus, con la collaborazione di FKL -I (Forum Klanglandschaft – Italia), Rete Siciliana per il Paesaggio Sonoro

La soundwalk, passeggiata sonora o passeggiata d'ascolto, è un'esperienza di attraversamento del territorio. Considerare il suono o il silenzio che ci circonda come dato informativo e nello stesso tempo un valore sul quale riflettere mette in luce le valenze estetiche implicite o nascoste nei suoni che usualmente consideriamo accidentali o accessori, e che passano nella maggior parte dei casi come inosservati, o meglio inascoltati. Le città offrono alcuni esempi di paesaggio sonoro particolarmente interessanti sotto il profilo estetico, antropologico, storico e simbolico.

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ore 15.30
Una favola a merenda - Teatro Coppola Teatro dei bambini

Un pomeriggio dedicato ai bambini: un gioco per costruire e scrivere una favola tutti insieme, un pezzetto per volta. Ogni bimbo, a turno, avrà la possibilità di esprimersi inventando una parte di storia che sarà arricchita e continuata dal successivo. E nel frattempo, merenda per tutti!

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ore 20.00
Aperitivo con Buffet

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ore 20.30
Il Teatro dei Cittadini proiezione del documentario in progress di Giovanni Tomaselli

Immagini che ripercorrono la storia del Teatro Coppola di Catania, primo teatro comunale della città: dalla fondazione nel 1821, alle bombe del 1943, alla liberazione del dicembre scorso. Storie di cittadini che desideravano due secoli fa uno spazio aperto per la cultura. Storie di cittadini che oggi decidono di riprendersi uno spazio abbandonato e che è uno spazio di tutti. I documenti, le immagini dei lavori di ristrutturazione, le esibizioni sul palco del Teatro dei Cittadini: una nuova storia da riscrivere.

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ore 21.00
«Dammi tempu...» - assemblea cittadina

con Teatro Coppola Teatro dei Cittadini , Teatro Garibaldi aperto (Palermo), Campo San Teodoro liberato, Chiesa San Francesco-GAR, GAPA, Cittàinsieme, Rete Antirazzista, Libreria sociale Mangiacarte, Lomax, Officina Rebelde, A.L.B.A.

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ore 22.30
ZUMA in concerto

Progetto nato dall'amicizia fra due chitarre, quella di Dino Gigliuto e quella di Giuseppe Lombardo. Sonorità pacate e malinconiche ispirate dalle colonne sonore di Ennio Morricone, dai reverberi degli Shadows, dai colori dei Calexico, dalla malinconia di Nick Cave. Completano la line up Gabriele Timpanaro al contrabbasso, Ezio Mongiovì alla batteria e Marcello Caudullo al basso e alle tastiere . In uscita ad Ottobre il loro primo Disco: Less is More.

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"Teatro Coppola Lavori in corso"
Mostra fotografica di Daniele Arona

«L'idea di documentare i lavori nasce per ringraziare coloro i quali ieri hanno dato anima e corpo al progetto affinché il Teatro potesse essere ripristinato e offerto liberamente ai cittadini e che, ancora oggi, garantiscono che gli spazi del Coppola continuino ad essere utilizzati come Bene Comune».

domenica 17 giugno, ore 21.00 "Non è mai troppo corto", rassegna di corti underground

Metti una sera a teatro. Magari per una grande abbuffata di cinema. Aggiungi uno dei luoghi più particolari della città e il gioco è fatto. Domenica 17 giugno, alle ore 21, al Teatro Coppola, via Vecchio Bastione 9 Catania, va in scena “Non è mai troppo corto The best of”, una rassegna dei migliori corti delle prime due edizioni del Festival dei corti underground.

Il cinema sperimentale al teatro dei cittadini. Rifatto da capo a piedi e restituito alla comunità da un gruppo di artisti e il loro “capomastro” il musicista Cesare Basile, il Teatro Coppola diventa per una sera la casa di “Non è mai troppo corto” in attesa della terza edizione del Festival dei corti underground che si svolgerà dal 12 al 14 ottobre all’auditorium “Angelo Musco”, viale dell’Unione Europea, Centro Civico, a Gravina di Catania e che quest’anno ricompenserà il miglior film con un premio di 500 euro.

Un incontro speciale all’insegna di una filosofia comune, quella della sperimentazione. Cantiere di creatività e tra l’altro primo teatro comunale nella storia della città, il Teatro Coppola dà così spazio al cinema indipendente, a opere “fuori orario”, a cineasti di nuova generazione che osano.

mercoledì 20 giugno, ore 21.00 “I SOGNI DICONO SEMPRE UN'ALTRA COSA” spettacolo / studio drammatico su testi di Dacia Maraini

Laboratorio di arte drammatica del
TEATRO DEL MOLO 2

presenta

“I SOGNI DICONO SEMPRE UN'ALTRA COSA”
spettacolo / studio drammatico su testi di
Dacia Maraini

diretto da Gioacchino Palumbo

Lo spettacolo “I sogni dicono sempre un'altra cosa” è strutturato come uno Studio drammatico su alcuni dei più significativi testi drammaturgici di Dacia Maraini.
Le scene rappresentate sono infatti tratte da Stravaganze, Mela, Una notte un treno, I sogni di Clitennestra.

In queste opere, attraverso molteplici figure femminili, l' autrice tosco-siciliana riflette e fa riflettere sul tema della condizione esistenziale, sociale e storica della donna, della sua alienazione nel mondo contemporaneo, della violenza di cui è spesso vittima.
Nella sua scrittura lineare, diretta, senza falsi pudori, quasi documentaristica, emerge con forza anche il nodo tematico del disagio dei disadattati, degli emarginati, e del loro possibile riscatto morale e sociale.
Tutti i testi sono stati scritti negli anni ottanta, e costituiscono una testimonianza di quegli anni.
Stravaganze, prendendo spunto dalla importantissima legge Basaglia, una legge pilota a livello mondiale, è un testo che indaga il tema della malattia mentale e della sua relazione col tessuto sociale. Una notte un treno ha una drammaturgia costruita per quadri staccati. Ambientato in un treno, ci racconta degli incontri notturni tra i viaggiatori. Nel nostro studio drammatico abbiamo privilegiato quello tra un padre e una figlia. Mela è un confronto aspro, duro e toccante tra i sogni, le storie, le paure e i tradimenti di tre generazioni di donne, una figlia, una madre, una nonna. I sogni di Clitennestra ha come nodo tematico fondante quello dell' emigrazione. Il testo è una riscrittura dell' Orestea di Eschilo, dove gli Atridi, Agamennone, Clitennestra, Egisto, Oreste, Elettra, diventano una povera famiglia di emigranti siciliani. In questo Studio abbiamo scelto un dialogo tra Clitennestra ed Egisto. Il testo di I sogni di Clitennestra è già stato messo in scena dal Teatro del Molo 2, con debutto al Teatro Scenario Pubblico di Catania nel maggio del 2005.


Con
Michela Astuti, Angela Auteri, Nunzio Basile, Ivana Bordonaro, Giuliana Catania, Ginevra Guarrera, Ljuda Kisenkova, Federica Lanza, Laura Mancuso Prizzitano, Muriel Travaillard, Gabriele Tringale.

Scene e grafica a cura di Fanny Barone, Alessio Consoli,Valeria Giusy Fichera, Silvia Grigoli, Fabio Marroncelli, Klara Muranyi.

Musiche a cura di Claudio Palumbo
Luci a cura di Fabio Marroncelli

Regia di Gioacchino Palumbo



Ingresso gratuito (con offerta libera per il Teatro Coppola)


Informazioni:
www.gioacchinopalumbo.it

Teatro del Molo 2: https://www.facebook.com/
profile.php?id=100001465332761







Teatro del Molo 2

opera professionalmente nel campo della produzione e della pedagogia teatrale e cinematografica dal 1981.
Il Centro studi teatrali del Molo 2 di Catania opera nel campo della pedagogia teatrale e

cinematografica e promuove dal 1981, ogni anno, corsi annuali di recitazione per il teatro

e il cinema e di espressione corporea. Molti suoi allievi sono attori affermati a livello

nazionale nel cinema e nel teatro.

Gioacchino Palumbo e il Centro Molo 2 hanno collaborato , tra gli altri, con Jerzy Grotowski, Ludvig Flaszen Rena Mirecka, Stanislaw Scierski, Ryszard Cieslak ( Teatro-Laboratorio di Grotowski), Yoshi Oida ( attore e docente del Centro Internazionale Ricerche Teatrali di Parigi diretto da Peter Brook), Franco Battiato, Odin Teatret, Fratelli Colombaioni, Domus de Janas Ensemble, Teatro Potlach, Teatro Settimo, Remo Gironi, Galatea Ranzi, Donatella Finocchiaro, Giovanni Calcagno, Anna Bonaiuto, Manlio Sgalambro, Paola Mannoni, Pippo Pattavina, Angelo Tosto, Rossana Bonadede, Nello Toscano, Alberto Alibrandi, Carlo Cattano, Juri Camisasca .

Tra gli allievi del Molo 2 tanti attori e attrici oggi professionisti, ma anche tanti

operatori culturali e psicologi: tra gli altri Giovanni Calcagno ( protagonista in film e

spettacoli di Bellocchio, Martone, Scimeca, Pirrotta, Palumbo, ecc.), Donatella Finocchiaro

( protagonista in film e spettacoli di Torre, Battiato, Bellocchio, Zaccaro, Palumbo, Andò,

Ronconi, ), Riccardo Mondo ( psicoterapeuta, fondatore del Centro Crocevia), la compagnia “Badarnù” , ecc.

Ha promosso corsi di drammatizzazione e creazione drammatica per studenti universitari e specializzandi in diverse Università: per la Università di Belle Arti di Valencia (Spagna), per la Facoltà di Lingue di Catania e Ragusa, per la Facoltà di Scienze Politiche di Catania, per la Scuola di specializzazione in Psichiatria della Facoltà di Medicina di Catania, per la facoltà di Scienze Sociali della Università di Messina (sede di Modica), per l’Opera Universitaria- Ersu di Catania per cinque edizioni, producendo spettacoli quali “L’avaro” e “Il Malato immaginario” di Moliere e altri.
Ha organizzato numerosi corsi teatrali in Centri Culturali in tutta Italia e in Europa
a Berlino ( per la Biennale d' Arte contemporanea), Valencia ( Università di Belle Arti), San Pietroburgo, Firenze, Fara Sabina, Cagliari, Trieste, Catania, Ragusa, Agrigento.
Promuove da molti anni il Laboratorio “Archedrama”, percorsi formativi di pratiche psicocorporee e tecniche drammatiche applicate ai processi di crescita personale, presso Università, scuole ed circoli didattici, comunità ed istituti psicopedagogici, centri culturali.

Ha prodotto più di 40 spettacoli teatrali presentati in rassegne nazionali e internazionali, teatri stabili , istituti di cultura.
Tra le ultime produzioni “ Voci su Medea”, presentato al Teatro Stabile Biondo di Palermo; “Frida”, con Donatella Finocchiaro e Vincenzo Failla, co-prodotto dal Teatro Stabile di Catania; “ Ti porterò dai monti fiori allegri” con Galatea Ranzi, co-prodotto da Etna-Fest a Catania; “ L’ amore di Fedra” di Sarah Kane, presentato all’ Ortigia Festival di Siracusa, diretti da G. Palumbo.
Particolare attenzione è stata data sia la drammaturgia greca classica, anche rivisitata da autori moderni (Antigone di Sofocle, Elektra di von Hofmannsthal, Medea di C. Wolf, Fedra di Ritsos, Cassandra di C. Wolf, Clitennestra di D. Maraini, Fedra di S. Kane, Lisistrata di Aristofane, ecc.), sia gli autori del novecento (Beckett, Ionesco, Pinter, Brecht, Hofmannsthal, Cechov, Kane, Koltès ecc.).
Ha realizzato un progetto sul “Teatro dei luoghi” basato sull’ idea di creare eventi scenici utilizzando scenari naturali e architettonici, castelli, piazze, strade, mulini, palazzi barocchi, vicoli medioevali, capannoni industriali, porti, come ambientazione per testi classici e drammi storici ( “Yerma” di G. Lorca, in un vecchio mulino nei pressi di Catania, “La morte di Danton” di Buchner nel cortile di Palazzo Biscari di Catania, “Bianca di Navarra” di G. Palumbo, “Costanza D’ Altavilla” di C. Catanzaro e G. Palumbo, “ Re Martino” di E. Blanco , nel castello normanno di Acicastello, “Natale Barocco “ di Garufi nel sagrato della Chiesa di San Giorgio a Ragusa Ibla, nel sagrato della Chiesa di San Giorgio a Modica, a Scicli, a Comiso, a Militello) .
Ha collaborato con il Teatro Stabile di Catania con il quale ha co-prodotto lo spettacolo teatrale su Frida Khalo, “ Frida/alberodella speranza sii solido”, con Donatella Finocchiaro e la regia di Gioacchino Palumbo, e presso il quale ha presentato, sempre con la regia di Gioacchino Palumbo, “Elektra”, di von Hofmannsthal, “Fedra” di Ritsos, “ Le Mosche” di Sartre, con Donatella Finocchiaro, “ Il giardino dei ciliegi” di Cechov.
Ha organizzato i convegni e le rassegne teatrali “Le radici del Teatro” e “Itinerari teatrali” ( due edizioni) promossi dall’ Assessorato Beni Culturali della Regione Siciliana.

giovedì 21 giugno, ore 21.00 FRAMMENTI DI UN DISCORSO, recital su Giorgio Gaber

Frammenti di un discorso e’ una selezionie di brani  estrapolati  dal teatro canzone  di giorgio gaber.  Gianluca indaco, rileggendone i contenuti,  restiuisce un gaber  sempre verde,interpretando con   fedelta’ quasi  tibetana uno tra i  piu’ grandi autori ,insieme a de andre,del cantautorato italiano.  Uno spettacolo attuale e  divertente in cui l’attore si muove con prudenza,cogliendo tutto il disagio di una civilta’ che ha smesso di pensare con la propria testa e vive di stereotipi,di luoghi comuni,di convenzioni,omologazioni e chi piu’ ne ha, piu’ ne metta,senza riuscire a trovare uno scopo preciso. In questo senso la prova teatrale, otre ad essere un personale omaggio al signor g, e’ anche un luogo  di confronto,uno spazio diverso dove lo sforzo di attenzione richiesto al pubblico viene ricambiato con la possibilita’ di rifletere sulla situazione attuale della nostra societa’ e al tempo stesso, di interrogare la propria coscienza.                                                                                                                            Gianluca indaco     Gianluca indaco – voce e chitarra

venerdì 22 giugno, ore 19.00 CONFERENZA: DALLA BIO-POLITICA ALLA BIO-VIOLENZA Leonardo Caffo (Università degli studi di Torino)



La carne biologica, è davvero "sostenibile", "equa" e "solidale"? E cosa c'entra la biopolitica con la bioviolenza? Se siamo tutti fatti di carne, che diritto abbiamo nel disporre di quella altrui? È in questo nuovo terreno di sfruttamente e uccisione dei corpi degli animali non umani che possiamo individuare un'estensione del già sperimentato dominio della vita umana. Attraverso un'analisi filosofica serrata, che faccia dei fatti e del dolore il suo fondamento, non possiamo che affermare che qualsiasi controllo della vita che abbia come fine la morte dell'altro, o il suo addomesticamento, deve essere respinto senza ripensamenti.

A SEGUIRE APERITIVO VEGAN

sabato 23 giugno, ore 21.00 LA CISTERNA, di Salvatore Arena, con Massimo Zaccaria

LA CISTERNA

testo e regia
Salvatore Arena

attore narrante
Massimo Zaccaria

FINALISTA PREMIO SCENARIO PER USTICA 2009

una produzione
MANA CHUMA TEATRO

La storia.
Un uomo in una piazza del sud del mondo grida al cielo il suo dolore.
Abbandonato dalla moglie e dal figlio si ritrova da anni ad aspettare un santo che non si fermerà mai. Aspetta quel santo con fede cieca per ottenere un miracolo di cui non ha bisogno. Un uomo senza un braccio, questo è per tutti gli altri, per la gente, per se stesso. La piazza lo stringe, lo circonda. Gli occhi degli altri gli pesano addosso come piombo. E, tra il ricordo di un sogno, di un figlio che non incontra da anni, vive questa vita fatta di niente. Pinuccio anni addietro lavorava in una rimessa lavaggio. Un compagno cade dentro la cisterna al cui interno ci sono vapori di zolfo, non ha scampo, così come non hanno scampo gli altri tre suoi compagni intervenuti per aiutarlo. Un Giufà pugliese contro voglia, suo malgrado. Chi è Pinuccio, cosa vuole? Vuole che il nastro del tempo si riavvolga, vuole cancellare dalla sua testa il ricordo, il senso di colpa per la morte dei suoi amici. Vorrebbe entrare nella cisterna e salvarli tutti. Invece le cose che sono avvenute rimangono lì, come un'immagine riflessa dentro l'acqua.


Sul palcoscenico.
Prima di raccontare. Mi chiedo sempre: perché scelgo questa storia e non un'altra? Mi
chiedo qual è il modo giusto, con quale punto di vista la racconto? Come testimone,
come protagonista, come donna, come animale. Ne assumo i suoi occhi. Il corpo poi mi
guida. Nella semplicità della storia cerco la mia nudità di uomo. La verità deve essere
detta tutta senza fronzoli. Mi lascio andare, allora, mi abbandono a quello che i
protagonisti della vicenda vogliono dire. Sosto silenzioso sul palcoscenico e aspetto.
Vedo ombre che si muovono. Io non le inseguo, mi vengono a cercare, loro. Solo alla
fine, stremato, capisco quello che vogliono dire.
Ogni parola mi pesa in bocca, ogni muscolo si allena, per lavare un camion. Si allenavano
i polmoni per non respirare. Sciocco respiro zolfo acceso di un fiammifero per capire e
non capisco. E allora rido e piango. Nessun metodo, solo la leggerezza dell'abbandono.
Nessun metodo. Solo uno sguardo. Solo una parola e non un'altra.

domenica 24 giugno, ore 21.00 EILDENTROEILFUORIEILBOX84 in concerto

Eildentroeilfuorieilbox84 sono un pirotecnico trio romano, nato nel box auto numero 84 formato da: Giuseppe Maulucci, Giorgio Rampone, Lorenzo Lemme.

I tre sono cresciuti umanamente e artisticamente nel fertile sottobosco indipendente romano orbitante attorno al Circolo degli Artisti.

Chiamano il loro genere “Hard-Quore“: nonostante il grande impegno nell’uso delle parole e la gravità degli argomenti trattati nei contenuti dei testi, dal vivo ci troviamo spesso davanti a tre giullari (ma nella pura ottica del “fool shakespeariano”) che ballano, sudano, si divertono e si prendono in giro assieme al pubblico.

L’aspetto live è infatti parte integrante della loro poetica: basso, batteria, chitarra, sinth, campionatore, multieffetti e tre voci che si alternano e si sovrappongono continuamente.

Nel corso della loro lunga carriera hanno condiviso il palco con: Caparezza, Zen Circus, Giorgio Canali, Offlaga Disco Pax, Benvegnù, Tre Allegri Ragazzi Morti, Bud Spencer Blues Explosion, The Niro, IOSONOUNCANE e molti altri.

Il primo disco è ”Obecalp“ del 2004. Dal 2007 con ”Omota’L” e ancor di più dal 2009 con “AnanaB” guadagnano visibilità e iniziano a suonare in tutta Italia in locali e in vari festival: Sporco Impossibile, Il Sorpasso, Unconventional Music Fest, Vudstock in Sabina, Val d’Agrò Music Fest, Rockaria, Indipendulo MEI, Ephebia Festival (vincitori), Meeting del Mare, Onda Wave e tanti altri.

Gli Eildentroeilfuorieilbox84 hanno da sempre politicamente scelto di rendere i propri album liberamente disponibili sotto licenza Creative Commons.

Dal 2010 entrano nel rooster della “Famosa Etichetta Trovarobato” di Bologna.

Nell’aprile 2012 esce finalmente “La Fine Del Potere” Trovarobato/Audioglobe/Sferacubica.

Gli Eildentroeilfuorieilbox84 bevono solo acqua del rubinetto. (*_°)

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Ci sostengono

 

«Sono con chiunque si batte per mantenere vivo il nostro patrimonio culturale e quindi...sono con voi.»
Fiorella Mannoia 

«Frankie hi-nrg mc sostiene l'occupazione di entrambi gli spazi (del Teatro Coppola e dei Cantieri della Zisa di Palermo, n.d.r.), ritenendo utile oltre che necessario il ricorso allo strumento dell'occupazione per riuscire a imporre all'attenzione dell'opinione pubblica la questione "cultura", ma anche per riuscire a garantire al pubblico una programmazione alternativa a quella offerta dagli "altri" teatri, vittime delle logiche di mercato che costringono a realizzare cartelloni a base di spettacoli "di cassetta" per riuscire a mantenere la competitività, in assenza della tutela che dovrebbe essere garantita ad istituzioni così nobili e così a rischio. Frankie auspica inoltre che le esperienze del Coppola e dei Cantieri possano fungere da laboratorio, le cui utilità ricadano positivamente su tutti i segmenti della Cultura siciliana e non solo, anche su coloro i quali si pongano attualmente con scetticismo nei confronti di simili iniziative»

Frankie hi-nrg mc

 

 

«Un gesto di responsabilità da parte dei cittadini per un bene comune che appartiene a tutti e torna ad essere vivo e aperto. Un gesto meraviglioso perchè nasce dai cittadini stessi, nasce da un nuovo impegno che parte senza aspettare spinte anzi determinandole, picccole e grosse che siano. Un esempio, una cosa faticosa ma anche facile. Fare parte della gente e mettersi al servizio di una comunità non è un peso impossibile da sopportare, è una gioia.
Musicisti e artisti che ritrovano il senso grande della loro funzione sociale e, diciamolo senza paura, intellettuale rimboccandosi le maniche nel vero senso della parola.
Gli Afterhours sono felici per quello che sta succedendo e saranno ancora più felici se riusciranno ad essere utili a loro volta...
Grazie a chi sta dando a Catania, a noi, a tutti un'occasione per tornare a vivere.»
Manuel Agnelli 

 

«

Mi son più volte chiesto, prima da spettatore e poi da protagonista, quali fossero le relazioni tra Stato e Arte. Per quanto mi sforzassi di cercarne dei nessi, proprio non riuscivo a giustificare questa oscura connivenza. Ma poi riflettendo meglio e soprattutto più maliziosamente, una e una sola motivazione l'ho trovata, seppur non sana: niente più del pensiero che ci porta a riflettere prima e a prenderne coscienza dopo, spaventa tanto chi detiene e amministra il "potere", sia esso una dittatura o una democrazia. Diventa così facilmente comprensibile, ma già mai condivisibile (anzi deprecabile), l'interesse dello Stato nel voler controllare e dover presenziare a ogni movimento della cultura. E lo fa col solito becero baratto/ricatto morale dell' Elemosina Assistenziale, che peraltro nessuno gli ha mai chiesto, se non coloro i quali, per sopperire alla mancanza di talento hanno ben pensato: da una parte di speculare sulle parole di aria montata (la cosiddetta critica) e dall'altra di portare la povera cultura a una livello tale di mediocrità da privare il pubblico persino della capacità di distinguere il buono dal cattivo gusto, i giustamente detti "parvenus". 

E' dunque evidente che il vero e unico "OKKUPANTE ABUSIVO" della cultura e dei suoi luoghi è proprio lo Stato. E' l'ora di ridare agli artisti le loro naturali dimore e allo spettatore la fiducia nella capacità e possibilità di scegliere! Ciò che state facendo a Catania non è altro che un sacrosanto atto di giustizia nei confronti dell'Arte al quale io non posso che far coro.»

 

Marco Parente

 

 

«Anime Belle di questo Luogo Meraviglioso d'Intelligenze e Culture, dichiaro solennemente che stare con Voi ieri ha arricchito la mia persona: ne andiamo superbamente orgogliosi di aver condiviso amore per l'Arte e visioni del mondo: le mie anime di insegnante di lettere, di antropologo, di puparo... e di antico giovenile occupante ieri all'unisono han fatto risuonare in me accordi incredibili! Merci, Dame e Cavalieri del Teatro Coppola: Anime Belle, Anime Belle, terque quaterque Anime Belle!»

Alessandro Napoli, Marionettistica Fratelli Napoli

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