NON CI «PLACET»

Le frenesie elettorali non rendono mai un buon servizio all'informazione. Riesumando illustri cadaveri conservati negli angoli più bui delle segreterie di partito, diffondono tutto e il contrario di tutto al solo fine di racimolare una manciata di voti, suggerire appartenenze, immaginare parallelismi ambigui e altamente improbabili.

É così che, nello straparlare a proposito di arte e cultura da parte di sedicenti associazioni create al servizio di questo o quel candidato, il Teatro Coppola Teatro dei Cittadini viene confuso con dichiarate servitù elettorali e, allo stesso tempo, presentato come un'esperienza che godrebbe del «placet» dell'uscente amministrazione comunale.
Da parte nostra, dopo la classica risata che seppellisce l'arroganza di ogni Autorità, ribadiamo che l'occupazione del Teatro Coppola Teatro dei Cittadini
è un'azione diretta esercitata a prescindere e contro il benestare di istituzioni il cui unico ruolo è sempre più quello di svendere la città a ben note famiglie e potentati privati. Semplicemente non riconosciamo a nessuna amministrazione, in quanto tale e a prescindere dal suo colore, il potere di decidere la qualità delle nostre esistenze e, meno che mai, di stabilire come soddisfare i nostri bisogni.
Occupare uno spazio simbolo dell'abbandono e della speculazione non significa solo riaprirlo alla città, ma anche costruirsi ed esercitare la libertà di poter fare senza sottostare a logiche di gestione gerarchiche e clientelari.
Nostri interlocutori restano esclusivamente i cittadini e le cittadine che liberamente attraversano e partecipano il Teatro, complici di una illegalità che riteniamo assolutamente legittima e possibile nella gestione di una socialità liberata dalle miserie del Potere e del profitto.

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