Lo sciopero ogni giorno

Cos'è il nostro lavoro?
Cos'è il nostro sciopero?
Noi non distinguiamo queste due parole in modo categorico. Il nostro lavoro diventa, attraverso la lente della normalità, uno sciopero. Ma quello che si può intendere come sciopero è tradotto nella nostra pratica in un lavoro liberato, un lavoro che continua nei giorni lavorativi e nei giorni in cui si sciopera, perché l'atto di pensare/realizzare un Teatro come questo è un gesto liberatorio che vale come comunicazione incessante rispetto a sistemi che non riconosciamo.

Noi scioperiamo ogni giorno,
siamo in sciopero dal 16 dicembre 2011

Ci siamo riappropriati di un Teatro, dei mezzi di produzione del nostro lavoro, di uno spazio di socialità e cultura, lo abbiamo sottratto all'autorità e restituito ai cittadini. L'abbiamo fatto convinti che la dignità di ognuno non si compra con un salario e che il tempo sottratto alle nostre vite dal lavoro forzato sia garanzia di potere e di profitto per pochi, oltre che strumento di alienazione e controllo sugli individui.
Abbiamo scelto di non delegare nessuno nel dichiarare, perseguire e realizzare i nostri bisogni, per liberare il nostro lavoro e i frutti del nostro lavoro dallo stato di merce: merce prodotta, merce chi la produce.
Il nostro sciopero consiste nel disertare un modello di produzione, disertarlo in maniera selvaggia e quotidiana, non riconoscendone l'autorità, delegittimandone i mezzi e i fini.
Scioperiamo ogni giorno praticando un lavoro altro, liberamente, sottraendolo alle leggi, ai programmi e alle istituzioni che queste leggi e questi programmi impongono come indispensabili.

Per una cultura che capovolga un mondo capovolto, in cui ognuno fa il contrario di quello che desidera e passa il tempo a distruggersi e a sognare quello che lo distrugge.

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