Contro la politica dello "Stupor Mundi"

Non ce ne vogliate, ma a noi di chiedere coerenza a Franco Battiato per una di quelle frasi («Mandiamoli in pensione i direttori artistici, gli addetti alla cultura...») che servono soltanto a "stilare" il testo di una canzone non ce ne frega niente.

Quello che ci preme sottolineare è invece che il primo atto del neogovernatore Crocetta rispetto alla questione culturale in Sicilia sia una malriuscita piroetta d'avanspettacolo, conclusasi con un maldestro inciampare sulla ribalta.

La cultura in Sicilia non ha bisogno di un altro direttore artistico, di direttori ce ne sono già tanti e puzzano di zavorra fradicia. Tanto meno servono supercommissari alla testa di una pletora di organizzatori di eventi bravi a investire coi soldi di tutti.

La politica, come al solito, gioca la carta dello "stupor mundi", della personalità di spicco che arriva in volo a salvare le sorti dei poveri cittadini meravigliati, a bocca aperta contro il cielo.

Noi crediamo che la cultura vada liberata, rimessa in circolo, condivisa.

Accentrare la cultura nelle mani di pochi (Teatri Stabili, Enti Lirici, Circuiti del Mito vari, Grandi Eventi etc...) serve solo a sequestrarla in favore di clientele e personalismi.

I luoghi di cultura vanno restituiti al quotidiano, non resi sterili dalle politiche protezionistiche delle sovrintendenze, strumento per lo più di rappresaglia politica fra bande, o vietati da una burocrazia che li amministra come il giardino di casa propria.

I fondi per la cultura vanno ridistribuiti secondo un progetto che valorizzi la formazione, i percorsi creativi, l'innovazione e i servizi di produzione, promozione, distribuzione e accoglienza dell'arte in Sicilia.

Per far questo un assessore serve a ben poco, uno a metà serve solo a se stesso.

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