Il teatro in un magazzino della marina

«Essendo io però ben penetrato del vivo desiderio, che questi cittadini han sempre mostrato per la perfezione di questo teatro. Sensibile alla loro voce che reclama per un locale di pubblico spettacolo. Disgustato di più osservare che una delle Primarie Città del Regno...và frattanto priva di qualunque oggetto che possa, anche per poco divertire i suoi abitanti. Considerando la difficoltà di potersi per quanto ne fu grande l'impegno portare al suo termine nell'anno corrente l'opera incominciata, non credo fuor di proposito rivolgere il pensiero alla costruzione di un piccolo teatro provvisorio onde riparare al positivo bisogno del momento».

Stralci delibera della proposta del Gravina per il Teatro Comunale, Catania 1820

A seguito di una petizione sottoposta nel 1818 al Comune di Catania da parte dei cittadini, nella quale si lamentava l'interruzione dei lavori per la costruzione del Teatro Novaluce (l'odierno Teatro Massimo Vincenzo Bellini) e la mancanza di un luogo idoneo alle rappresentazioni pubbliche, il Decurionato, «considerando la giustizia del pubblico reclamo per ottenere un locale provvisorio di pubblico spettacolo» e «considerando essere assolutamente necessario il bisogno di erigersi questo teatro onde cessare le giuste querele della popolazione», decide di procedere alla realizzazione di un teatro provvisorio nei locali del cavaliere Francesco Gravina Hernandez.

I locali vengono presi in affitto dal comune per nove anni, al termine dei quali si ritiene possa essere ultimato il ben più ambizioso progetto del Teatro Grande nella piazza di Novaluce (attuale piazza Teatro Massimo).

È la nascita ufficiale del primo Teatro Comunale di Catania, che aprirà i battenti il 19 giugno del 1821 mettendo in scena l'Aureliana in Palmira di Gioacchino Rossini.

«Se la civilizzazione di un paese conoscesi della esistenza di un Teatro, se esso contribuisce al raffinamento del gusto, ripulisce i costumi, e dà un maggior progresso alle belle arti in generale, Catania, ove le scienze e la bella letteratura sono state in tutti i tempi abbastanza coltivate, lo ha finalmente acquistato. La mancanza ne formava al certo un vuoto rimarchevole, e facea riguardare Catania, come in attrasso relativamente a questo ramo di pubblica civilizzazione. Oramai questa taccia non può esserle più corrisposta...Quando si vuol fare, tutto si fa».

Estratto dal Manifesto per l'apertura del Teatro Comunale provvisorio

Trascorsi i nove anni e non vedendosi ancora la fine dei lavori per la costruzione del Teatro Novaluce il Comune decide l'acquisto dei locali del cavalier Gravina Hernandez e vengono annessi alcuni terreni sul retro per ampliare sia il teatro che i suoi servizi. Il Teatro smette di essere Provvisorio e si chiamerà fino al 1887 (anno della sua prima chiusura) Teatro Comunale.

Nel 1887 il Teatro Comunale viene chiuso, ritrasformato in magazzino e affittato a commercianti locali come deposito di crusca, cereali e baccalà.

Fino all'inizio del 1895, quando il locale viene concesso dal Comune al "Circolo Filodrammatico Artistico" che, dopo averlo rimesso a nuovo a proprie spese, lo inaugura il 26 gennaio dello stesso anno.

Nel 1908, in occasione della rappresentazione del dramma Malìa di Luigi Capuana, il 2 giugno di quell'anno il teatro viene dedicato al compositore Pietro Antonio Coppola, già maestro orchestratore del Teatro Comunale e morto nel 1877.

Lo scoppio della prima guerra mondiale tronca ogni attività del Teatro Coppola fino al 1920, quando il Circolo Artistico, finita la guerra e raccolti i superstiti della filodrammatica, chiede al Comune la concessione del Coppola «per farne un teatro sperimentale. L'Amministrazione Comunale accoglie la richiesta con deliberazione del 1920».

Il nuovo corso del Teatro Coppola viene inaugurato il 12 Febbraio del 1920 con un lavoro di E. Murolo.

Nel 1923 la filodrammatica viene battezzata "Brigata d'Arte" e diviene, grazie anche ai numerosi successi, un vero e proprio vivaio per il teatro catanese.

L'inizio del secondo conflitto mondiale tronca ancora una volta ogni attività del Teatro Coppola che, abbandonato a se stesso, si riduce a deposito per i pescatori della zona. Fino all'8 luglio del 1943, quando i bombardamenti americani lo distruggono quasi completamente.

Due anni dopo i giovani del Circolo Artistico ne rivendicano le rovine allo scopo di ricostruirlo.

«Con deliberazione 24 Sett. 1945 N. 25277, la Giunta Comunale di Catania, vista la istanza 2 Agosto 1945 del circolo aristico, con la quale si chiede in concessione il Teatro Coppola, ne accoglie i voti a condizione della integrale ricostruzione del Teatro stesso senza corrispettivo.
La Giunta Prov. Amm. Nella seduta del 24 Nov. 1945 approva la detta deliberazione purché la concessione venga regolata mediante apposito atto nel quale sia fissato un termine e il collaudo venga eseguito dall' Ufficio tecnico comunale.

La procedura fino ad oggi non ha avuto seguito. Il glorioso Teatro, dal 1942 è rimasto muto nelle sue rovine»

Di ricostruzione si è riparlato negli anni Sessanta. «Il progetto fu approvato e finanziato e avrebbe goduto del contributo statale per danni bellici, ma l'Amministrazione Comunale qualche anno dopo fece stornare le somme per altre opere ritenute più urgenti, rinunciando financo a percepire il risarcimento dei danni di guerra».

Ridotto per anni a laboratorio scenografico del Bellini, nel 2005 è stato approvato un progetto per farne sala prove per l'orchestra dello stesso ente e ancora una volta i lavori sono stati interrotti e il cantiere abbandonato.

Oggi il Teatro Coppola ridiventa Teatro dei Cittadini che vorranno ricostruirlo.

 

 

 

 

 

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