Teatro - "Glam City" con Silvio Laviano

 

GLAM CITY
dall'omonimo romanzo di Domenico Trischitta (Avagliano Editore)
con Silvio Laviano


19, 20 e 21 Gennaio, ore 21:00


Scene e Costumi: Vincenzo La Mendola
Assistente alla regia Gabriella Caltabiano
Regia di Nicola Alberto Orofino

PROGETTO S.E.T.A. - SENZAMISURA TEATRO



INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA

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Catania è la Milano del Sud, via Etnea è il salotto buono della città, e da piazza Esposizione in poi, per tutto il corso Italia, eleganti negozi d’abbigliamento. In estate, alla Plaja, serate danzanti e concorsi di bellezza, ma anche interminabili tornei di tamburello.
La squadra di calcio è ritornata in serie A, e la villa Bellini, ogni domenica, si riempie di famiglie con bambini che si fanno fotografare accanto alla vasca dei cigni. Vicino al cinema Lo Po, più in là, di fronte alla tabaccheria dei Basile si sentono le prime deflagrazioni sonore di Pippo Pernacchia. Tutto cominciava...
Gerry Garozzo è una ragazzo diverso della Catania anni ’70 che sogna di entrare nel mondo dello spettacolo, di fare il trasformista. Ma Catania gli sta stretta. Per il suo ventunesimo compleanno vola a Londra e lì incrocerà l’astro nascente del Glam Rock, Marc Bolan. Nella torrida Catania, la sua glam city, assieme ad altri variopinti amici tenterà una rivoluzione di costume, fatta di travestitismo e trasgressione. Ma Catania non è Londra e lui non è Bolan, e il suo progetto discografico fallirà assieme alla sua disperata voglia di affermazione personale. Gerry ora è costretto a fare i conti con il suo sogno miseramente infranto. Da Catania a Milano, andata e ritorno, da promessa della canzone a travestito dei viali milanesi. Arriviamo agli anni ’90, siamo di nuovo a Catania, che nel frattempo non è più la glam city degli anni ’70. Cosa è cambiato? Quale città adesso Gerry Garozzo si troverà di fronte? E cosa ne è stato della sua rivoluzione?

Glam City è anche (o soprattutto) la storia di una città che ieri come oggi vive la contraddizione di essere luogo di provincia disperatamente alla ricerca di un riscatto. Da sempre legata alle tradizioni della sua festa, del suo teatro, dei suoi quartieri sgarrupati, dei suoi cittadini strafottenti, di una movida sfrenata e apparentemente spensierata, eternamente in cerca... in cerca... e forse per questo mai contenta. Una ricerca verso un glam che riesce raramente a concretizzare risultati, ed è forse per questo che la piccola city, schiacciata fra il vulcano e il mare rimane eternamente se stessa. La raccontano, nella sua versione teatrale, due uomini (uno in palco, l’altro alla regia) che lì sono nati, all’alba degli anni ’80, amanti infedeli delle migliori (leggi peggiori) tendenze dei propri concittadini, più volte scappati verso altre glam city, ma sempre tornati carichi di speranze e frustrazioni, sempre pronti a farsi spezzare per l’ennesima volta il cuore. Perché la nostra glam city, piccola piccola, ci ha preso l’anima e l’ha cucinata nelle carnezzerie di Via Plebiscito, l’ha mangiata senza mai saziarsi, fino a vomitarla. Ma (porca di una miseria!) quanto è bello il profumo di quelle rosticcerie di anime... È questo che ti frega, ed è per questo che sentiamo l’esigenza (urgenza) di raccontare. Gerry Garozzo, approfittiamo di te. Con te vogliamo solo urlare l’intimità dei nostri spiriti, la precarietà delle nostre riflessioni, la vita dentro una glam city piccola piccola... In scena Silvio Laviano, attore generoso e toccante come pochi.
(Nicola Alberto Orofino)


NOTE DELL’ AUTORE:
Glam City è un romanzo di formazione che usa il pretesto della diversità per raccontare la nostra città in quegli anni. Sono 120 pagine, ma ne condensano 500, una discesa in apnea fatta da un recordman della profondità, una grande e vertiginosa caduta. Ci ho messo quasi tre anni per pensarlo e tre mesi per scriverlo, quando la storia ha trovato il momento giusto per essere raccontata. Il protagonista tenta di presentare le atmosfere londinesi ai catanesi: l'ambiguità, la libertà, il travestitismo. Ma i conterranei non lo capiscono. Del resto, io per primo, quando ho avuto tra le mani il primo disco di David Bowie, sono rimasto disorientato: capelli lunghi, trucco, non capivo chi fosse l'artista che avevo davanti. Gerry Garozzo vuole che Catania diventi una città glam rock, si impegna, ma non ci riesce.
Io la Catania degli anni Settanta, Ottanta e Novanta me la ricordo bene. Era una città che ha scoperto e sperimentato varie fasi musicali: prima Marcella e Gianni Bella, i Beans, poi Battiato, i Denovo, infine gli artisti di Checco Virlinzi. Non c'è un lieto fine, ma c'è un senso di speranza: Gerry torna in Sicilia, dopo l'esperienza milanese, e capisce che, nonostante tutto, è giusto combattere per inseguire le proprie aspirazioni.
(Domenico Trischitta)

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SILVIO LAVIANO
Nato a Catania nel 1979, dopo la maturità classica, frequenta la Scuola del Teatro Stabile di Genova. Dopo il Diploma d’attore conseguito nel 2002 collabora sia con vari Teatri Stabili Italiani (Teatro Stabile di Genova, Teatro Stabile di Catania, Teatro Nuovo di Napoli, Teatro di Roma, Teatro Stabile del Veneto, Biennale di Venezia) che con produzioni private (Teatro dell’Elfo, Gloriababbi, Società per Attori, Progetto U.R.T. ,Fattore K) e Straniere (A.R.I.A. France – Acting Internatinal – Festival D’ Avignon 2012), interpretando sia i Grandi Autori Classici che i Contemporanei.
È diretto da vari registi tra i quali M.Sciaccaluga, M. Placido, T. Tuzzoli, F. Bruni, L. Puggelli, J. Ferrini, R. Cavosi, G. Rappa, A.L. Messeri, M. Mesciulam, P.Bontempo, N.Romeo, N.A.Orofino , A. Tosto, ecc… Lavora anche in campo cinematografico, televisivo e pubblicitario diretto da vari registi tra i quali M. Bellocchio, F. Ozpetek, A. Sironi, G. Manfredonia, A. Amadei, A. Grimaldi, R. Izzo, ecc... È Autore e interprete di "Salvatore – Favola Triste per voce sola" (Festival di Benevento – Città Spettacolo 2012). È Regista Teatrale dei progetti originali "DIVERSI - Personaggi in cerca di un Altrove" , “Borderline in Love” e “S.O.G.N.O. ergo Sum”, "INNAMORATI - Tragicommedia della purificazione" e "FEMMINE - Piccola tragedia dell’ amore". È ideatore del Progetto di ricerca teatrale S.E.T.A. (Studio Emotivo Teatro Azione). La battuta che Silvio Laviano ama di più è: "Il Teatro è la cosa con cui metterò in trappola la coscienza del re" ("Amleto", atto II, scena II). Il suo piatto preferito: la parmigiana di melanzane di sua Nonna.

NICOLA ALBERTO OROFINO
Nicola Alberto Orofino debutta giovanissimo al Piccolo Teatro di Catania nella “Cantatrice Calva” nel maggio del 1999. Nel dicembre dello stesso anno è ammesso alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, fondata da Giorgio Strehler e diretta da Luca Ronconi. Qui lavora per tre anni con le più grandi personalità teatrali italiane ed europee: Luca Ronconi, Massimo Popolizio, Mariangela Melato, Franco Branciaroli, Lydia Stix, Marise Flach, Ferrucio Soleri. Numerosi sono gli spettacoli nei quali recita diretto da Luca Ronconi: “La vita è sogno”, “Phoenix”, (per il quale è menzionato nel quotidiano “La Repubblica” dal critico teatrale Franco Quadri), “Candelaio”, “Infinities”, “Amor nello Specchio”. Nel 2000 recita nel “Socrate”, di Vincenzo Cerami e Nicola Piovani per la regia di Gigi Proietti e al Teatro alla Scala di Milano, nell’opera “Tatjana” di A. Corghi, in prima esecuzione assoluta, con la regia di Peter Stein. Nel 2001 collabora con Franco Zeffirelli in “Aida” e lavora con Augustì Humet (direttore dell’Istituto del Teatro di Barcellona) nello spettacolo “El otro el mismo”, assieme agli allievi delle maggiori scuole teatrali italiane ed europee. Sempre dello stesso anno è lo stage con Sam Schacht, insegnante e regista dell’Actors Studio di New York. Nel novembre 2001 riceve una borsa di studio donata da Luca Ronconi e dall’Università Statale di Milano. Nel 2003 recita con Gianfranco De Bosio in “Vaccaria”, “Il Parlamento” e “Bilora” e nel 2004 comincia la collaborazione con Gianni Salvo al Piccolo Teatro di Catania. Ha curato la regia di diversi spettacoli tra cui: “Cittapersa”, “I Ciechi Sguardi”, “Gli ultimi giorni dell’umanità”, “I sogni di Einstein”, “Auguri Messer Carlo”, “Le Troiane”, “Odisseo”, “Il drago”, “Il libertino”, “Ciano”. Nel 2009 collabora con l’Istituto di Cultura Italiano di New York e l’Università di Princeton. Ha diretto numerosi laboratori teatrali e corsi di aggiornamento a Catania, Caltanissetta, Milano e Pordenone.

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