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Programmazione - Novembre

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EVENTI

3 Novembre| GINGAICHING

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA
ore 21:00

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“Gingaiching è prospettiva, è reazione, alternanza e sincronicità, è gioco, casualità che innova e necessità che conserva”

Gingaiching, una "descrizione" musicale che nasce da una razionale sperimentazione pratica con uno strumentario poco usuale, è il nuovo progetto di Fabio Tropea, percussionista lametino, classe ’79.
Un nome originale che suscita curiosità ed un live interessante anche scenicamente che fa forza sull’intreccio fra un’anima jazz ed innovativi e ricercati suoni primordiali (hang, marimba, didgeridoo, batteria, vibrafono) collegati dall’uso di strumentazione elettronica.

Tutto questo compone lo scenario onirico di Gingaiching in grado di spezzare la macchinosa quotidianità della vita trasportando l’ascoltatore momentaneamente in una dimensione quasi selvaggia.
Un vero e proprio spettacolo in grado di coinvolgere non solo la mente ma anche il corpo, figlio di un set composto principalmente da percussioni.


Canale YouTube Gingaiching (Ascolta il disco): https://www.youtube.com/user/fabiotrop

Facebook: https://www.facebook.com/Gingaiching/

Booking: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - https://www.facebook.com/spaghettisundaybookingandpromotion/



5 Novembre |MIMES OF WINE

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA
ore 21

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Laura Loriga, insieme a Matteo Zucconi e Max Messina torna in tour con una nuova versione del live di "La Maison Verte", uscito lo scorso inverno per Urtovox Records. I Mimes of Wine in questa veste dalle dinamiche cinematiche e variegate eseguiranno i brani dell'album con soli piano, voce, basso, elementi elettronici e batteria. Il live sarà inoltre arricchito da materiale inedito non ancora eseguito dal vivo.



BIO

Mimes of Wine è il progetto fondato nel 2007 dalla cantante e pianista Laura Loriga, nata a Bologna e correntemente attiva tra Italia e New York, dopo svariati anni di lavoro a Los Angeles (tra le collaborazioni più importanti, quella con i Giardini di Mirò, Leonardo de Bernardini, Adam Moseley).

La scrittura di Laura si basa sui suoi due strumenti, e viene poi arricchita da suoni proventienti da angoli diversi del mondo (tra cui dan bau, ghironda, nichelarpa, shruti box) ed elementi elettrici, in un risultato di composizioni scure, variegate e cinematiche, che affondano le radici nella musica folk e classica ma anche nella sperimentazione e nella ricerca.

Dopo il primo album, nel 2009 ("Apocalypse sets in", Midfnger Records), Mimes of Wine hanno pubblicato il loro secondo lavoro a fne 2012, "Memories for the Unseen", Urtovox Records) con una formazione stabile composta da: Stefano Michelotti (polistrumentista), Matteo Zucconi (contrabbasso), Riccardo Frisari (batteria), Luca Guglielmino (chitarra), e Laura a voce e piano.

Mimes of Wine hanno recentemente pubblicato un terzo album, "La Maison Verte" (ottobre 2016) per Accidental Muzik (Adam Moseley) negli Stati Uniti e Urtovox Records in Italia. Laura e la band sono attualmente in tour e al lavoro su nuovo materiale, con il contributo di un nuovo batterista, Max Messina.


15 Novembre | //ALCINEMAMAI//

1893. L’INCHIESTA
film documentario di Nella Condorelli
(Italia 2014 – 63 minuti)

saranno presenti:
la regista Nella Condorelli e le attrici Enrica Rosso e Fiorella Migliore

interverrà: Natale Musarra

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA
ore 21:00


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Ottobre 1893. Mentre i giornali pubblicano dispacci di polizia sull'agitazione promossa nelle campagne siciliane da un movimento che si è dato un nome inedito: "Fasci dei Lavoratori", Adolfo Rossi, un giornalista veneto noto negli ambienti dell'informazione per le sue cronache schiette, decide di saperne di più. Parte per un'inchiesta nell'Isola. E' il solo cronista a farlo: il Governo considera il movimento siciliano “un affare di ordine pubblico”, e la stampa avalla questa tesi. In Sicilia, viaggiando per lo più a dorso di mulo, Rossi incontra i Fasci. Nè banditi nè briganti nè cospiratori, sono contadini e zolfatari, uomini e donne laceri e affamati in lotta contro la schiavitù del feudo. Uniti nei Fasci, sfidano la secolare organizzazione sociale isolana basata sui privilegi della grande proprietà terriera. Secondo i rapporti dei delegati di pubblica sicurezza sono trecentomila, e 165 le sezioni diffuse su tutto il territorio. Da tre mesi non zappano le terre dei signori, con i figli mangiano solo erba e fichi d'india. In Sicilia, nella regione più arretrata d'Italia, è esploso il primo grande sciopero contro lo sfruttamento del lavoro dell'Italia capitalista. In testa ai cortei stanno le donne. Da Palermo ad Agrigento a Catania a Messina passando per i Fasci di Marineo, Corleone, Canicattì, Piana dei Greci, Lercara Friddi, Casteltermini... Tornano nel film le voci che la storia italiana ha dimenticato: contadini, zolfatari, uomini e donne, carusi delle miniere, vite dure, sguardi di pietra dal fondo delle stamberghe, fede nei nuovi ideali di giustizia sociale, lotta per il riscatto da una secolare condizione di schiavitù. Mentre un'altra inchiesta corre parallela, quella narrata in studio dalla cronista che oggi indaga il contesto storico e politico che vide la nascita e la fine del movimento: gli ultimi dieci anni dell'Ottocento e l'avvento della società capitalista, la prima crisi economica nazionale ed europea, la miseria, la disoccupazione, lo scandalo della Banca Romana, la turbolenta vita politica e parlamentare del Regno d'Italia, la deriva autoritaria del governo Crispi. E insieme, i perché della rimozione dei Fasci siciliani dei Lavoratori dai libri di storia. Tracce per il presente.

La regista Nella Condorelli è impegnata attualmente con le riprese del film documentario “The Shameful Story (La Storia Vergognosa)”, girato interamente in Sicilia. The Shameful Story (La Storia Vergognosa) scava nelle pieghe della prima Grande Emigrazione nazionale nel continente americano in maggioranza siciliana, la più grande emigrazione europea del tempo, seguendola nei “sicilian quarter” di New Orleans, di Tampa, di New York e della Georgia, di Buenos Aires e di Asunçion. Oggi, i discendenti di quegli emigranti sono 20 milioni e settanta milioni gli italiani nel mondo. “Mentre pensavo il film - spiega l’autrice e regista Nella Condorelli - mi è capitato di leggere in rete articoli e interviste che descrivevano la voglia dell’ultima generazione di italo-siculo-americani non solo di conoscere i luoghi da dove partirono i loro bisnonni, ma anche che cosa succedeva là quando decisero di partire, di saperne di più sulla parte identitaria legata alla terra di partenza e alla vicenda che li spinse ad emigrare. Sono figlia di emigranti, e anch’io ho provato la stessa voglia di conoscere i luoghi in Sud America dove sono nati e cresciuti i miei genitori, figli di emigranti della generazione dei primi ‘900. Poi rientrarono in Sicilia; per tutta la vita, mia nonna, mia madre e le sue sorelle continuarono tra di loro a parlare solo castigliano, e usavano espressioni e modi di dire guaranì che ci divennero familiari”. Il film documentario, sostenuto dalla Sicilia Film Commission, “getta uno sguardo incrociato sull'America che trovarono quei primi emigranti e sulla Sicilia dalla quale erano partiti, mescolando messa in scena e uno straordinario repertorio video e fotografico anche inedito e privato”, continua Condorelli, “le storie sono tutte vere, compresa la strepitosa cronaca del viaggio di un gruppo di contadini siciliani e veneti da New York alle miniere del Colorado, attraverso sette stati, tra riserve indiane e città della corsa all'oro, descritta da Adolfo Rossi, il cronista veneto dei Fasci siciliani dei Lavoratori, emigrante anch'egli a vent'anni”. Le riprese coinvolgono suggestive e storiche location come i boschi e le caverne dell’Etna con il paese medioevale di Castiglione di Sicilia, lo storico Teatro Coppola di Catania, i Monti Sicani.

 

17 Novembre | SMEGMA BOVARY

sul palco:
Emiliano Cinquerrui: voce e accuse deboli verso il mondo
Giuseppe Schillaci: synth ed egocentrismo da quattro soldi
Marcello Caudullo: chitarra e dispenser di cerotti di voltaren
Manuela Amalfitano: cori e crisi di mezz'età
(opening: Lello Spontini)

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA

ore 21:00


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Freschi di nuovo brano e annesso videoclip in collaborazione con Raffaele Alberto Ventura che suoneranno in prima visione palcoscenica assoluta, stanchi della Coppa del Nonno, disagiati come la classe a cui appartengono, appassionati come un fiore che non marcisce, inutili come una cassetta betamax al giorno d'oggi, tornano sul palco, assolutamente non richiesti, in attesa di registrare il nuovo, il terzo, indicibile e inutile disco, sempre per Doremillaro e che vedrà la luce in primavera. SQUIRTPOP PER LE MASSE

 

18 Novembre | YOSONU


INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA
ore 21:00

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"Happy Loser" è il nuovo lavoro in studio di Yosonu (creatura sperimentale da ben 200 concerti in 2 anni e mezzo) che arriva dopo il primo disco, "GiùBox", uscito per CNI Unite e con patrocinio di Legambiente per l'attenzione al tema del riuso e riciclo di materiali.

Il concept del disco si sviluppa attorno al tema della sconfitta
(ed alla sua accettazione e consapevolezza). In "Happy Loser" le sonorità si fanno più scure e profonde: la ricerca del suono degli oggetti, del corpo, delle possibilità della voce, stavolta mutano con un utilizzo più massiccio dell'effettistica, che rende il lavoro molto più vicino a sonorità sintetiche, sia marziali-cadenzate, che liquide-psichedeliche, più in linea con il sound live sentito negli ultimi live della "one man orchestra" Yosonu.

La dimensione domestica e percussiva degli oggetti presente in "GiùBOX", si allarga per tipologia e dimensioni, divenendo anche industriale: alcune riprese sono state fatte in un oleificio (su grandi silos e barre di metallo) sfruttando il riverbero naturale dello spazio, mentre un' altra traccia è costruita addirittura solamente coi pattern sonori utilizzati negli ospedali per la risonanaza magnetica.
La grande sorpresa sta nella lettura "andata e ritorno" del disco, infatti l'artista stesso suggerisce di ascoltarlo sia dalla prima all'ultima traccia, che al contrario, tornando indietro dal nono brano al primo.

Così facendo offre più punti di vistra sul percorso del concept, chiedendo quindi all'ascoltatore di essere attivo nella scelta della propria tracklist, mettendolo inevitabilmente di fronte al proprio stato d'animo (che determinerà la scelta tra l'uno o l'altro senso di ascolto).

La ricchezza del disco cresce ancora di più con la presenza di due ospiti di tutto rispetto: il primo è John Egan (champignon), eccentrico flautista degli Ozric Tentacles e dei Dream Machine, il secondo è il grande Paolo Tofani, chitarra storica degli Area, ricercatore instancabile, che proprio con Yosonu porta avanti il duo "Battiti Alti" - suoni e racconti dalle profondità umane. Per finire, l'artwork del jewel box prevedere tre copertine (anche qui scelta affidata all'ascoltatore) e un miniposter.


BIO
Yosonu è il progetto solista di Peppe "drumz" Costa,
batterista (dal 1997) di diverse formazioni di generi diametralmente opposti, dal Death Metal al Reggae, docente e compositore (architetto, anche). Con Yosonu cambia drasticamente rotta sperimentando e sviluppando l'idea di comporre musica contemporanea senza la presenza di alcuno strumento musicale.

Da qualche mese Yosonu si è affiancato a Paolo Tofani, chitarrista degli AREA in un duo di musica spontanea sperimentale, Battiti Alti.

Il corpo (inteso come body percussion), gli oggetti di uso quotidiano e la voce (in tutte le sue possibilità) sono i soli "strumenti" su cui si sviluppa l'idea Yosonu. L'approccio della musica del corpo e degli oggetti "a costo zero" è inoltre alla base dei laboratori di propedeutica musicale per bambini di cui si occupa Peppe, sviluppati in parallelo al suo percorso di studi della linea pedagogica Orff presso la sede italiana a Roma.

Il primo lavoro di Yosonu si intitola "GiùBOX", uscito per CNI Unite col Patrocinio di Legambiente per l'attenzione al tema del riuso degli oggetti quotidiani e del riciclo. Il packaging è interamente composto di materiale riciclato ed è stato egistrato tra l’armadio ed il salone di casa e successivamente sbarcato al Nunu Lab per mix e mastering assieme a Carmelo Scarfò.

Yosonu tour ha suonato in caffè letterari, clubs, a festival, a raduni buskers) incuriosendo pubblico e critica, più date a Londra, trasmissioni radiofoniche (Radio2 Rai) e televisive, e Opening act per Afterhours, Gogol Bordello e altri.

Uno dei brani del primo disco, Reaction, è stato registrato "suonando una porzione di città" a Reggio Calabria per il docufilm Reaction City nato da un'idea di Consuelo Nava, realizzato grazie a 20 makers e con montaggio e regia di Danilo Emo ed Edoardo Lio con la collaborazione di Fabio Montesano e la supervisione del regista Fabio Mollo (regista de "Il padre d'Italia" e "Il Sud è niente").
Poliritmie, riff in loop che divengono "mantra", voci pulite e filtrate,
diplofonie e testi desemantizzati sono la scommessa di un disco-esperimento dalle influenze molteplici e singolari, da John Cage a Bobby Mc Ferrin, ai Justice e Daft Punk, agli Area.

www.giuseppecosta.net

 

19 Novembre | PALCOSHOTTOSHOW - Il palco è aperto!

Primo appuntamento della settima stagione!

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA
ore 21:00

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Anche quest'anno, per una volta al mese, il Palcoshottoshow!
Una serata di palco aperto e libero, in un susseguirsi di interventi di qualunque tipo della durata massima di 5-10 minuti. Non è importante che tu lo sappia fare bene, quel che conta è che tu lo voglia fare davvero. Il palco è luogo di prova, educazione, palestra, prima di essere palco. Il palco prima di rappresentare insegna e contempla l'errore come pratica di crescita. Il palco non è dei più bravi, il palco è di chi lo desidera. Attori, musicisti, cantanti, cantautori, ballerini, giocolieri, comici, meccanici dell'arte e dello spettacolo, quelli che non hanno paura di inciampare in quello che hanno da dire: una volta al mese ci piacerebbe avervi tutti sul palco coi vostri numeri unici, le prime canzoni e le ultime, a battere i piedi su tavole temprate dai vostri desideri più giovani e da quelli più vecchi, principianti e veterani. Il palco protegge chi sogna e il suo sogno apertamente racconta.
Al Teatro Coppola Teatro dei Cittadini il palco è aperto!

adesioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

24 Novembre | ALESSIO LEGA
Presentazione del nuovo disco
“Mare Nero. Ritratto di un inferno bello mosso”

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA

ore 21:00

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“Alessio è un cantautore: racconta storie attraverso le canzoni e ha, a livello culturale e umano, grande formazione, è una persona dal mio punto di vista importante per questo paese e per la sua cultura”
(Ascanio Celestini)


“Artista che disdegna i palchi troppo illuminati, si è creato una solida fama tutta fondata sulla coerenza stilistica e di contenuti, e su un talento che nessuno oserebbe discutere. Il suo problema – per alcuni – è l’essere un convinto militante libertario, che in musica traduce le sue convinzioni senza attenuarle, o renderle potabili a un pubblico generico.”
(Valerio Evangelisti)


Forse l'aspetto più importante di Alessio Lega è la sua capacità di far tornare la Storia materia viva. La facilità con cui da essa estrae e distilla storie, quelle che è necessario (ri)raccontare, riportandole magari al presente della cronaca. Ed assegnando a ciascuna canzone un significato quasi sempre “politico” nell'accezione migliore del termine (sì perché un'accezione buona, nonostante tutto, c'è ancora) che sovente diventa anche un significato esistenziale e dunque radicalmente umano.

E' per questo che anche quando si è alle prese con un disco senza un tema dominante com'è “Mare Nero”, cosa che accade per la prima volta nel percorso del nostro, si ha comunque la sensazione che un legame fra i brani ci sia. Perché in questa “antologia alluvionale di brani personalissimi, che proverei quasi vergogna a interpretare in pubblico” quel legame sta lì: nella Storia fatta di eroismi, opposizioni, resistenze, libertà cercate e non sempre ottenute, che Alessio Lega rende carne viva, accadimento da condividere. Grazie alla forza intensa di un cantautore con l'esperienza raffinata e popolare dello studioso (ovvero del ricercatore, del divulgatore, dell'innamorato) e l'accoratezza di chi non può fare altro che scrivere, raccontare, cantare. Dipingere il “ritratto di un inferno bello mosso” come recita il sottotitolo del disco.

“Mare Nero” è il terzo disco da autore di Lega (in totale ad oggi se ne contano otto, fra dischi di traduzioni, rifacimenti, live). Nasce da due anni di lavoro ed è un'opera di “avanzi”, di canzoni rimaste fuori dalle uscite precedenti per vari motivi o riproposte in nuove versioni. Ma “avanzi” non significa “canzoni buttate via”. Insomma, non è un disco minore, anzi, è con tutta probabilità il miglior biglietto da visita dell'Alessio Lega songwriter sempre sospeso sul filo sottile che separa il passato nobile della canzone d'autore storica e impegnata da un presente confuso dove le contraddizioni non mancano e c'è dunque bisogno di narratori veri, in grado di mettere in fila i fatti e la parole come si deve.
Questo fa da sempre Alessio Lega e “Mare Nero” lo testimonia, così come testimonia la tendenza – riscontrabile sin dall'esordio del 2004 “Resistenza e Amore” (Targa Tenco per il miglior esordio) – a non sedersi sugli allori di un “fare canzoni da cantautore”, cioè solo chitarra e voce, per esplorare invece le rotte sonore più disparate, a volte lasciando che a suggerire la direzione sia il brano stesso, altre volte “sorprendendo” la canzone con scelte sonore imprevedibili.
E' così che in “Mare Nero”, grazie alla direzione artistica di Rocco Marchi (Mariposa, Hobocombo) e Francesca Baccolini (Hobocombo) si trovano echi Marc Ribot in “Angelica matta”, teatrali parvenze sinfoniche in “Povero Diavolo”, banjo trotterellanti in “Santa Croce di Lecce”, nenie scosse da climax elettrici in “Stazione centrale” e via andare fra marcette beatlesiane (“Non sarai più sola”), bozzetti acustici palpitanti (“Maddalena di Valsusa”), irruzioni klezmer-balcaniche (“Porrajmos”), inaspettati episodi latin-pop (“Ambaradan”, primo singolo) e pure un calco Randy Newman per “Fiore di Gaza”. Quest'ultima, firmata da Paolo Pietrangeli, è una delle due riletture di brani altrui del disco – l'altra è “Hanno ammazzato il Mario in bicicletta” di Dario Fo e Fiorenzo Carpi, di cui ricorre una citazione dal tema di Pinocchio. E se la title-track è un autentico inno politico anarchico fra il serio, l'ironico e il postmoderno, “Zolletta” è la canzone che Alessio Lega ha dedicato a Enzo G. Baldoni, già pubblicata in un introvabile live del 2004 e qui riproposta in una versione ancora più dolce e sognante.

Si chiude così “Mare Nero” prima della “Petizione per l’affidamento dei figli alle coppie omosessuali”. Non male per un disco di “avanzi”. Ma d'altra parte, come ci ricorda Alessio, “si è trattato di cucinare una cena con quello che era rimasto in frigo dal cenone di capodanno: riuscirci pare che sia il privilegio dei cuochi migliori.”


BIO
Alessio Lega è uno dei cantautori più conosciuti e stimati della sua generazione, ma è anche uno scrittore e militante anarchico.
È nato a Lecce nel 1972 e vive dal 1990 a Milano.
Scrive canzoni, canta, suona la chitarra, ha pubblicato dischi e libri a proprio nome e partecipato a decine di opere collettive.
Ha messo in scena centinaia di spettacoli, di performance, di conferenze e concerti sulla canzone d’autore mondiale e sulla musica popolare e d’impegno. Dopo un’assidua frequentazione col Nuovo Canzoniere Italiano, è considerato oggi il rappresentante più coerente del canto sociale, in bilico fra canzone d’autore e riproposizione dei repertori storici, tanto da essere uno dei protagonisti del Nuovo Bella Ciao riallestito da Riccardo Tesi, spettacolo che, a due anni dal debutto, continua a girare il mondo.
È citato nei dizionari (Garzanti, Giunti, Rizzoli), si è guadagnato i riconoscimenti più ambiti (Targa Tenco, Premio Lunezia, ecc.), è inserito in antologie, libri, su di lui sono stati girati due film documentari.
Eppure Alessio non rinuncia al nobile donchisciottismo di cantare dove gli piace, piuttosto che dove “si deve”, andando in giro a tentare di cambiare se stesso e il mondo con le canzoni di cui fa l’autore, l’interprete e lo storico.

 

25 Novembre | Le Rapide Fughe in VIVE MALE LA SUA VITA MA LO FA CON TANTO AMORE

(Le canzoni di Piero Ciampi)

con
Pietro De Cristofaro (voce e chitarra)
Giovanni Cinque (voce e chitarra)
Marco Russo (voce narrante)
Rocco Traisci (voce)

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA

ore 21:00

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Il 19 gennaio 1980, stroncato a soli 46 anni da un cancro alla gola, muore Piero Ciampi, cantautore “livornese, anarchico e comunista” per sua stessa definizione, ma anche nomade errante e spesso ubriaco, pure sul palco, che ha scritto uno dei repertori più geniali della storia della musica italiana.

Lo spettacolo racconta gli spaccati di vita di Ciampi, le sue frequentazioni, le testimonianze di chi l’ha conosciuto, i commenti e i retroscena ma soprattutto le canzoni, la loro genesi, la forza compulsiva delle parole, i paradossi e i concetti altri che ne hanno caratterizzato la carriera. Saranno le canzoni infatti a tenere banco, a risaltare la sua controversa personalità che ancora oggi lo rende uno degli artisti più misteriosi della discografia italiana degli anni ‘60.

Una decina, tutte raccolte in un unico filo conduttore, le canzoni hanno l’impatto di un pugno in faccia e la delicatezza di un bacio, espressioni cocenti della sua inadeguatezza, della sua posizione obliqua e soprattutto dellinguaggio unico di Piero Litaliano.

Quanto è attuale Ciampi lo racconteremo attraverso brani come "Tu No", "Cosa Resta", "Sporca Estate", "Adius", "Il Vino", con l’obiettivo di riportare alla memoria un personaggio che purtroppo è stato troppo presto dimenticato dalle vecchie generazioni e ignorato dalle nuove.


PIETRO DE CRISTOFARO è il leader e fondatore della band Songs For Ulan con cui nel 2016 ha inciso l’ultimo disco "Middle Aged Middle Ages". È un suonatore che non ha mai smesso di assassinarsi. Ma nella vita reale cura persone.

GIOVANNI CINQUE è un cantautore che nel 2016 ha inciso il suo primo disco da solista “Hobo”. Si occupa di navigazione viaggiando per lavoro da Sorrento a Berlino, da New York a Londra. Ed è incredibile come nonostante tutto sia ancora a gallapur affondando ogni giorno in quel mare mostro che è la canzone d’autore.

ROCCO TRAISCI è un giornalista precipitato nel mondo della musica come cantante, con i Freak Opera ha pubblicato due album e un terzo da solista dal titolo “L’amore ai tempi della collera” edito nel 2017. Ha un credito con la vita: è ancora vivo.

MARCO RUSSO è un poeta appassionato di Piero Ciampi. Nel 2013 ha pubblicato la raccolta di versi “Qualcosa ha ancora fame”. Insegna filosofia. Gli piacciono i bar e le buone compagnie, le macchie di vino sulla camicia e le macchie indelebili sul cuore.


26 Novembre | //Fundays//

ARIANNA DELL'ARTI BEST OF

INGRESSO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA
ore 21:00

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Il primo appuntamento di “Fundays”, che per tre domeniche consecutive vedrà protagonista la comicità off romana, è il grande ritorno al Teatro Coppola di Arianna Dell’Arti, aiuto regista della serie televisiva “Boris” e ispiratrice dell’omonimo personaggio della serie interpretato da Caterina Guzzanti! Ironizzando sui malesseri finti benesseri del quotidiano Arianna Dell’Arti sarà di nuovo al Coppola per farci ridere delle più o meno inconsapevoli idiosincrasie e nevrosi che ci bersagliano nel quotidiano a confronto con gli altri, ma anche semplicemente con noi stessi, in una carrellata di situazioni assolutamente plausibili, ma portate all’estremo, facendone cogliere i lati più ridicoli.


Arianna Dell’Arti è sceneggiatrice e regista.
Luca Vendruscolo prende spunto da lei per il personaggio di Arianna Dell’Arti interpretato in “Boris” da Caterina Guzzanti.
A fine 2008 smette di fare l’aiuto regista e inizia la sua carriera di Autrice-Regista. Dal 2012 comincia a scrivere monologhi tragicomici per teatro che interpreta in giro per l’italia.

 

LABORATORI | WORKSHOP

Dal 7 al 10 Novembre dalle 15:30 alle 19:30
MACBET/ho
Laboratorio a cura di Giorgia Coco

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“Sangue chiama sangue” dice Macbeth. Come, allora, rendere “sangue” la parola scenica?
Macbeth vuole diventare re, primo tra i primi, più che umano: divino. Ma conquista il trono col delitto e ciò che ne ottiene è la solitudine. Un potere sterile, guadagnato col sangue e mantenuto dal terrore. La sua parabola procede da “protettore della patria” a “tiranno”: un terribile buffone deriso e temuto. Ma non è un pagliaccio forse chiunque che da uomo si crede Dio?

Il laboratorio è rivolto a chi abbia voglia di ricerca e di sperimentazione sulla scrittura e l’interpretazione.
Analizzeremo teoricamente e scenicamente la tragedia di Shakespeare e la tragicommedia Macbetto di Testori per approdare ad una nuova drammaturgia che comporrà la storia del “nostro” Macbeth. La creatura teatrale prenderà forma dal lavoro di improvvisazione sui testi. Verrà scelto il tema portante e le scene più funzionali a trattarlo. I quadri prenderanno spunto dai testi originali. Si potrà tradurli in dialetto o riscriverli oppure tenere l’originale. L’imperativo creativo sarà comunque cercare una lingua carnale, organica al corpo, emotivamente attiva.
Il lavoro di ricerca verrà composto alla base da tre fasi principali: training fisico, analisi testuale, improvvisazione. Particolare importanza sarà data al corpo e al respiro, quali mezzi essenziali per una proposta attoriale organica e originale. L’obiettivo sarà liberare la recitazione dalle scorie del già visto. Per il raggiungimento di questo scopo fondamentale sarà l’ascolto dello spazio scenico, del respiro, del compagno di scena.

Si lavorerà su
- presenza e ascolto
- dinamiche tra personaggi
- sviluppo dell’immaginario personale
- azione verbale
- tutto quello che il gruppo farà nascere dal proprio incontro

GIORGIA COCO
Nata a Catania si diploma alla Paolo Grassi di Milano nel 2005. Segue il corso di formazione per attori professionisti con la conduzione di Massimo Castri dal 2007 al 2009. Diretta dallo stesso Castri va in scena con “Così è (se vi pare)”, premio vittorio Gassman 2007, e “La presidentessa” di cui è protagonista. Segue a Los Angeles un workshop di recitazione (International Study Program) con Margie Haber. Si laurea con lode in Lettere moderne nel 2011. Completa il corso di studi accademico con un Master in scrittura presso l’Università Cattolica Sacro Cuore di Milano nel 2015. Nel suo percorso formativo attoriale e di scrittura incontra maestri come Emma Dante, Valerio Binasco, Philippe Hottier, Mark Ravenhill, Marco Sgrosso, Roberto Latini. Segue da anni un percorso di approfondimento della Breathe technique e Alexander technique con Jeffrey Crocket, insegnante di voce presso l’American Conservatory Theatre. Ha lavorato tra gli altri con registi come Maurizio Schmidt, Walter Pagliaro, Renato Sarti e compagnie di ricerca come la Piccola Compagnia della Magnolia. Negli ultimi anni ha affrontato classici e testi contemporanei, da Scarpetta a Valeria Parrella, con registi del calibro di Francesco Saponaro, Andrea Renzi e Arturo Cirillo.

COSTO COMPLESSIVO: 50€

NUMERO DI PARTECIPANTI: Da un minimo di 8 a un massimo di 12

ADESIONI: inviare, entro il 31 Ottobre, un CV o una lettera di presentazione e una foto a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

18 Novembre 2017, dalle 14.30 alle 19.00
WORKSHOP DI BODY PERCUSSION
a cura di Giuseppe Costa / Yosonu


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Il laboratorio si struttura in un veloce ma ricco percorso per riconoscere, codificare ed acquisire senso ritmico che si traduce in suono sul corpo.

L’esperienza musicale corporea è un’esperienza ritmica globale nella quale il circuito suono-ascolto viene rinforzato.
L’assenza di strumenti convenzionali non sottintende l’assenza di regole nel percorso, anzi, ma predilige il
linguaggio del corpo come sbocco creativo.
Il laboratorio parte quindi con l'esplorazione di possibili suoni generati dal corpo: creando e codificando suoni e versi nel tentativo di stabilire un linguaggio, fatto di gesti suono e di pattern.
Tutto ciò si traduce in un grande passo verso nuove acquisizioni motorie (indipendenza dei vari arti), chiaramente proporzionato all’età dell’intervenuto, che ci porterà anche a migliorare l’interazione in gruppo e a favorire l’improvvisazione.
Nelle ore passate assieme, inoltre, suoneremo body percussion su brani di generi diversi (dal jazz all'electro), con metri ritmici diversi e dinamiche diverse.
Lavoreremo anche per migliorare la consapevolezza corporea, aumentare la memoria auditiva, affinare la capacità di sincronizzazione e migliorare la gestione delle coordinate spaziali – in movimento e sul posto.

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Peppe "drumz" Costa,
batterista (dal 1997), compositore e anche architetto.
Ha suonato in studio e live con formazioni differenti che vanno dal metal al reggae passando per il cantautorato più sperimentale: Adriano Modica, Carmine Torchia, Teresa Mascianà, Marvanza Reggae Sound, Memories of a lost Soul, Scarma, Kalafro Sound Power, Roberta Cartisano ed altri.

Endorser di MC drums batterie e Artbeat bacchette.

Nel suo nuovo progetto solista Yosonu cambia drasticamente rotta sperimentando e sviluppando l'idea di comporre musica contemporanea senza la presenza di alcuno strumento musicale.
Oltre agli oggetti di uso quotidiano e la voce utilizza la body percussion per le sue improvvisazioni.
Allievo del M° Ciro Paduano, ha frequestato l’O.S.I. (Orff schulwerk Italiano) a Roma ed ha seguito corsi anche con Keith Terry, dove ha approfondito gli aspetti della composizione ed esecuzione solo per corpo e voce.
Ha fondato la body percussion band Patuncha con gli allievi delle sue classi di Reggio Calabria e Catania.
Attualmente è impegnato con Yosonu, che ha ottenuto il Patrocinio di Legambiente per l'attenzione al tema del riuso degli oggetti quotidiani e del riciclo e la definizione di progetto “green”.
Yosonu conta oltre 200 concerti in poco più di 2 anni di attività, 2 dischi all’attivo e un nuovo duo assieme al grande Paolo Tofani, chitarrista degli Area.

Aperto a tutti (età minima 14 anni)
Costo complessivo: 20 €
info e iscrizioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – 3275437248

 

 

Dal 20 Novembre 2017, ore 18:30

TEATRO COPPOLA UNSTABLE CHOIR – 11 incontri a cura di Bruna Vittordino

Il gruppo vocale del Teatro Coppola riapre le porte al pubblico per inserimento nuovi membri.

Requisiti richiesti: Ottima intonazione, obbligo di frequenza, disponibilità per prove supplementari in altra sede

In programma due eventi performativi!

Costo complessivo: 55 €

Info e adesioni: 333 1432644

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