16.12.011 16 12 016 Cinque anni di occupazione

Ricominciamo dalle cose semplici: noi non vogliamo essere salvati, non siamo giovani, non siamo un’associazione. Al contrario: siamo perduti all’ordine, siamo vecchi sporcaccioni, siamo abusivi impuniti. Non riconosciamo l’autorità di questa, né di qualunque altra Amministrazione. Non le riconosciamo il diritto di vendere o comprare i nostri spazi, il nostro piacere, i nostri desideri. Possiamo subire la forza della burocrazia ma non accettarla, e quando la subiamo sappiamo rispondere da guitti, col ghigno, la risata, la capriola. Il Teatro Coppola non è luogo di pacificazione, è giocoleria di conflitto. Il Teatro Coppola non ha niente di rassicurante, è in bilico e corre sulla fune. Se volete una poltrona comoda andate da chi se le fa pagare dalla politica le poltrone. Ricominciamo dalle cose semplici: pratichiamo il disordine. P.S. Se il Comune non vende il Teatro Coppola è perché punta all’oro di S. Agata.

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