COMPRAMI, IO SONO IN SVENDITA

2016, l’anno della grande liquidazione. Mettete le mani ai portafogli, signori, Catania è in vendita.
Imprenditori. Burocrati. Maghi della finanza. Santoni dell’edilizia. Prestanomi.
Diciamo a voi.
E non temete per la cultura. No. Non guardate al passato. C’è un bilancio da risanare.
In una città in cui il frastuono dei clacson si contrappone al silenzio delle coscienze, in pochi si accorgeranno della bellezza defraudata, della storia dimenticata e delle mani che le hanno costruite. Qualcuno vi muoverà delle critiche, è certo. Altri si riuniranno intorno a fumose tavole rotonde. Ma quando l’urgenza della pancia tornerà a riempire le bocche e le parole verranno inghiottite insieme al vino, saranno le mani a raccontare qualcosa. Le vostre prenderanno. Le nostre difenderanno. Le vostre distruggeranno. Le nostre creeranno. Non alberghi - quello lo lasciamo fare a voi - ma coscienze, urgenze, intelligenze. E queste non si possono comprare. Non si possono concordare. Si possono solo conquistare. Con l’arte. Con la bellezza. Con la libertà.
Il Teatro Coppola non è in vendita. Le mura lo sono. 
Ma noi - NOI - siamo e saremo quello che siamo sempre stati: i cittadini di una città che non vi appartiene. 
E con noi vi dovrete confrontare.
[L'Assemblea del Teatro Coppola - Teatro dei Cittadini]

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