S.O.G.N.O. ergo sum Quando la chiave della realtà risiede nel sogno Il progetto S.E.T.A. in residenza al Teatro Coppola

Agosto è appena finito. In questa mezza estate di sgomberi e disoccupazioni forzate che, a quanto sembra, risultano l'unica politica del Governo a sostegno della creatività e della produzione artistica, a Catania il Teatro Coppola è stato ed è in piena attività con la residenza teatrale del progetto S.E.T.A.
Quattordici attori, maestranze, uno spazio scenico ripensato, rimodulato in funzione del nuovo lavoro di Silvio Laviano. Un percorso creativo che attraversa quello artistico e politico del Teatro Coppola, lasciando come sempre dei segni. La ricerca di un linguaggio per raccontare il sogno shakespeariano, che si intreccia con la città e ne racconta necessità e urgenze. Bisogni e contraddizioni da narrare attraverso un linguaggio onirico che diviene «l'unico mezzo di comunicazione per risvegliarsi e trasformare l'incubo di una vita senza teatro in una vita dove il teatro rappresenta ontologicamente il sogno concreto dell'esistere».
La residenza del progetto S.E.T.A. troverà in "S.O.G.N.O. ergo sum" il proprio compimento, inaugurando nel modo migliore una nuova stagione del Coppola, la quarta, che porrà al centro della propria attività la sperimentazione e le nuove produzioni.

Note di regia
Il progetto S.E.T.A. (Studio Emotivo Teatro Azione) nasce nel gennaio 2014 a Catania da una mia esigenza specifica e personalissima, concretizzando il desiderio di mettere in atto un percorso formativo in linea con i parametri internazionali e "imitando" il processo formativo appartenente a vari ambiti (danza contemporanea, "metodi" specifici dell'arte teatrale, ecc). In questi mesi il S.E.T.A. ha maturato incontri periodici settimanali godendo della partecipazione di numerosi "giovani artisti" e ha rappresentato un punto fermo per tutti coloro che in un percorso personale e autonomo hanno sviluppato l'urgenza indispensabile per la propria crescita artistica ed emotiva, mettendo al primo posto un elemento imprescindibile, secondo me, per un teatro del presente e in pre-visione del futuro: la ricerca. Ricerca del proprio linguaggio espressivo, emotivo, fisico e soprattutto dell'urgenza del "fare teatro", di un'urgenza ormai rara nella nostra società, l'urgenza di agire bene, dire bene e comunicare in profondo con se stessi e soprattutto con un "pubblico". Il presupposto essenziale del teatro è la presenza di un atto "pubblico", ed è per questo che lo sviluppo del progetto S.E.T.A. non poteva altro che agire nel tempo e nello spazio se non con lo sviluppo del processo creativo in una performance "pubblica"... più che di uno spettacolo parlerei di un progetto che per adempiersi pienamente ha bisogno della "rappresentazione", atto essenziale per rendere la "ricerca" finalizzata, parafrasando B. Brecht, allo scopo del "ricreativo", e ogni atto rappresentativo ha bisogno di un luogo deputato: il teatro. L'unico teatro di Catania, a mio avviso, che vive e si erge con la medesima urgenza del S.E.T.A. è il Teatro Coppola Teatro dei Cittadini, luogo che vive e sopravvive fuori da ogni meccanismo "commerciale" e "salottiero"... luogo che grazie alla sua "in-stabilita" fa dell'urgenza il motore di una ricerca costante e creativa. Nel cuore del quartiere simbolo di Catania, il S.E.T.A. ha l'opportunità di godere di una residenza "in civita"... di una collaborazione e creazione in atto tra 14 attori (provenienti dal S.E.T.A.) e varie eccellenze tecniche/artistiche del Teatro Coppola. Godere di una residenza è per noi del S.E.T.A. un'opportunità altissima per sviluppare sempre più la coscienza di prendersi cura del "bene comune"... prendersi cura del teatro facendo teatro, prendersi cura di una città vivendo la "civitas". Dunque un progetto S.E.T.A. "civitoto"... e se il teatro catanese, in modo reazionario e antiquato si erge, ahimè, su glorie di "civitoti passati" l'unico tema possibile da affrontare come pre-visione di un futuro è: il sogno! Un progetto S.O.G.N.O. nella sua accezione più concreta, un sogno che "deve" diventare una realtà, proprio come i giovani che hanno frequentato il S.E.T.A., il lavoro su una drammaturgia onirica, sulla ri-lettura e su una tra-dizione del sogno shakespeariano possono cambiare le cose... possono concretizzare il "sogno" di molti. Un "teatro d'urgenza" è ancora possibile a Catania. "A midsummer night's dream" diventa un pre-testo per risvegliarsi dal buio di una notte catanese... trovare nel linguaggio onirico l'unico mezzo di comunicazione per risvegliarsi e trasformare l'incubo di una vita senza teatro in una vita dove il teatro rappresenta ontologicamente il sogno concreto dell'esistere: S.O.G.N.O. ergo sum ed è grazie all'organicità di un luogo come il Teatro Coppola, di una residenza "creativa" che si può rendere concreto ogni processo onirico, e grazie alla presenza di tecnici/attori/sognanti che ad occhi aperti si potrà rendere possibile un «sogno fatto in Sicilia» (L. Sciascia).

Silvio Laviano

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