Teatri No NUOS: un terreno per il presidio

Serata di raccolta fondi a sostegno della campagna nazionale per acquistare il terreno del presidio permanente NO MUOS di Niscemi

Il Teatro Coppola Teatro dei Cittadini di Catania, il Teatro Pinelli di Messina e Il Teatro Garibaldi Aperto di Palermo organizzeranno una serata di raccolta fondi per acquistare il terreno che ospita il presidio No Muos di Niscemi. Il Teatro Garibaldi Aperto e il Teatro Coppola "scambieranno" in questa occasione le loro produzioni: lo spettacolo "Furore" della Civita Folk Orchestra sarà al teatro di piazza Magione di Palermo, mentre "Barbablu non muore mai" di Giuseppe Massa con Rosario Palazzolo sarà al Teatro di via Vecchio Bastione di Catania.

A Messina, invece, il Teatro Pinelli – "itinerante" in seguito al recente sgombero del 14 febbraio – proporrà "La Cisterna" di Salvatore Arena con Massimo Zaccaria, in una delle ZTL, zone temporaneamente liberate. Le sottoscrizioni raccolte ai tre eventi contemporanei saranno interamente devolute al coordinamento regionale dei comitati No MUOS per l'acquisto del terreno in contrada Ulmo sul quale attualmente risiede il presidio permanente che da mesi lavora attivamente per evitare il passaggio dei mezzi di costruzione delle antenne nel territorio niscemese.

Andare Camminare Lavorare

Il lavoro nelle sue interpretazioni

La programmazione del Teatro Coppola Teatro dei Cittadini da febbraio a marzo 2013

Andare Camminare Lavorare, primo tema del ciclo di rassegne Racconti di combinazione, nasce dall’invito del Teatro Coppola – rivolto a tutti gli artisti disposti ad attraversare lo spazio del Teatro dei Cittadini – a elaborare il tema del lavoro in assoluta libertà, svilupparne le suggestioni, produrle e narrarle nei modi e nelle forme più varie: workshop, rappresentazioni teatrali, arti visive, proiezioni, concerti, letture pubbliche, presentazioni. Il lavoro inteso come bisogno, rifiuto, sfruttamento, ricatto, dovere morale, talento, imposizione sarà il tema della programmazione del Teatro Coppola nei mesi di febbraio e marzo. Un tema scaturito dalle riflessioni e dal confronto diretto con i cittadini durante le assemblee: è il lavoro la soluzione o c’è una soluzione al lavoro?

Si parte il 19 febbraio con il documentario di Angelo Barberi e Sebastiano Pennisi Ci credevamo. Memorie di lotte contadine, videoracconti di contadini e attivisti politici protagonisti delle lotte per l’occupazione delle terre e testimoni diretti dei fatti negli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra in provincia di Enna.  Il 20 febbraio la compagnia Blusclint porterà in scena Grasse risate (lacrime magre), uno spettacolo sul mestiere dell’attore, che con ironia mette in luce i luoghi comuni del mondo del teatro e i suoi stereotipi. Il 21 febbraio la già avviata rassegna alcinemamai, dedicata ai film mai usciti in Italia, presenterà la pellicola La Promesse di Jean-Pierre e Luc Dardenne, storia del rapporto tra padre e figlio nel contesto dello sfruttamento dei lavoratori immigrati clandestini in Europa. Il 26 febbraio il video The abolition of work di canecapovolto tratterà il tema del rifiuto del lavoro, prendendo spunto dal pamphlet di Bob Black alla luce della formula forza lavoro-ripetizione-morte. Il 28 febbraio sarà in scena la nuova produzione del Teatro Coppola: Furore. Profughi, Vagabondi e Braccianti nella polvere del sogno americano, uno spettacolo ispirato al capolavoro Furore di John Steinbeck, che racconta, attraverso il lungo viaggio della famiglia Joad verso la California, un'America spietata che fonda il proprio avvenire sullo sfruttamento dei più deboli, la speculazione, l'accumulo smisurato della proprietà nelle mani di pochi privilegiati. Tessendo insieme i fili del romanzo di Steinbeck e le canzoni di Guthrie, Joe Hill e Leadbelly, la Civita Folk Orchestra porta sulla scena il racconto di un esodo antico che arriva fino ai nostri giorni: l'ingiustizia palese di un mondo ferocemente diviso, oggi come ieri, fra sfruttati e sfruttatori. Il 5 marzo, la rassegna alcinemamai presenterà La Fiamiferaia, episodio conclusivo della cosiddetta “triologia dei perdenti” di Aki Kaurismäki dedicata al mondo proletario.  L’8 e 9 marzo lo spettacolo Entro i limiti della media europea, di Nino Romeo con Graziana Maniscalco, lascerà parlare la moglie di un uomo vittima di un incidente sul lavoro, il dolore per la perdita, il licenziamento annunciato per il giorno successivo a quello in cui lui ha trovato la morte. Il 10 marzo, la compagnia Instabilivaganti racconterà con lo spettacolo L’Eremita contemporaneo – Made in ILVA le testimonianze di alcuni operai dell’ILVA, l’acciaieria più grande d’Europa, e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali. Il 15 marzo La Cisterna di Salvatore Arena, con Massimo Zaccaria, sarà ancora il racconto di una morte bianca, questa volta ispirato alla tragedia dell'azienda Truck Center di Molfetta, a causa della quale nel 2008 persero la vita cinque operai impegnati a bonificare una cisterna che trasportava zolfo. Il 22 e 23 marzo, A-MEN. Gli uomini e le nuove religioni, di Walter Leonardi e Carlo Gabardini, sarà la storia di una crisi di mezza età, un comico che durante il suo monologo classico da stand-up e all’apice della risata si rende conto di essere in crisi, non professionale, ma umana, che non si limita alla sua persona ma che è di tutta la società, sia a livello economico che a livello sociale.

La rassegna comprende anche esposizioni artistiche e percorsi di formazione. La mostra Inumana Coesistenza, Ismaele e Isacco 4.000 anni dopo di Daniele Pisasale sarà inaugurata il 23 febbraio e sarà visitabile fino al 3 marzo. I workshop in programma rappresentano un focus sulle professioni e sulle maestranze dentro il teatro: Laboratorio sul testo teatrale per attori, drammaturghi e registi a cura di Paolo Faroni, attore e autore della compagnia Blusclint (20, 21, 22 febbraio, ore 16-19), Drammaturgia della luce, seminario sull’illuminotecnica teatrale a cura di Nino Romeo (4, 5 e 7 marzo ore 10-13 e 15-19) e In-Organic Body Upgrading Actor, laboratorio sull'azione performativa nel teatro contemporaneo con Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola (11 e 12 marzo, ore 14-19).

Il Teatro Pinelli di Messina sgomberato

Sotto sgombero il Teatro Pinelli di Messina. Denunciati dieci occupanti. La burocrazia risponde coi celerini e la malafede alle legittime istanze di riappropriazione della pubblica proprietà sollevate dai cittadini per sottolinearne l'abbandono e l'alienazione.
Sicurezza e ordine pubblico sono ancora le uniche maschere dietro cui nascondere decenni di intrallazzi e gestione privatistica di risorse che appartengono a tutti noi. Non ci meraviglia e non ci paralizza.

MANGIATORI DI CARTA BOLLATA

Stamattina, 22 gennaio 2013, al Teatro Coppola è stata recapitata una raccomandata a/r da parte del Comune di Catania. Il contenuto di questa riporta la volontà della Commissione Comunale di Vigilanza a «verificare, accertare e controllare l’osservanza delle norme relative ai requisiti tecnici, di idoneità, di sicurezza e di igiene dei locali di pubblico spettacolo».

La Commissione richiede al Teatro Coppola Teatro dei Cittadini una documentazione che attesti «l’agibilità necessaria per svolgere l’attività», un lungo elenco che include, tra gli altri documenti, il titolo di proprietà, la destinazione d’uso dello spazio, la descrizione degli impianti di sicurezza, il collaudo delle strutture fisse o mobili.

Il Teatro Coppola, struttura che sulla carta è di proprietà del Comune di Catania (paradosso di una burocrazia che ci chiede attestati di proprietà), non possiede e non ha bisogno, per la particolarità della sua gestione, di nessuno dei certificati richiesti. È uno spazio occupato e autogestito, tornato a vivere da poco più di un anno (dal 16 dicembre 2011) in seguito a  una azione cittadina, diretta e dal basso. Ristrutturato con tempo, materiali e lavoro prestato volontariamente. Legittimato nella sua esistenza da una partecipazione cittadina costante e costruttiva.  

Prima di chiedere al Teatro Coppola un certificato di collaudo, il Comune di Catania dovrebbe spiegare ai cittadini che fine hanno fatto i 225.000 euro stanziati nel 2005 per la ristrutturazione dello spazio, ristrutturazione mai completata e che ha prodotto soltanto l’ennesimo abbandono di una proprietà pubblica, negandone la sua destinazione storica a luogo di produzione culturale.

Il Teatro Coppola oggi è il Teatro dei Cittadini, uno spazio culturale aperto, una piazza, un luogo di confronto, di sperimentazione culturale e politica gestito direttamente dai cittadini, senza interlocutori istituzionali. In tal senso non è materia riguardante la Commissione Comunale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.

La burocrazia è pietanza per mangiatori di carta bollata. Non siamo noi a dover fornire documentazioni che attestino condizioni di legalità.

Ci piace pensare che il gesto in questione sia frutto ancora una volta dello zelo di un funzionario sfaccendato e, di conseguenza, troppo zelante nel suo dovere. Se così non fosse non è al Teatro Coppola che si deve rendere conto di una tale provocazione bensì ai cittadini tutti a cui appartiene di diritto e di fatto.

Ci riserviamo, nei prossimi giorni, di fornire alla cittadinanza tutta la documentazione richiestaci, «da presentare almeno dieci giorni prima (sic)», nei modi e negli usi che, saltimbanchi qual siamo, ci sono più congeniali.

Teatro Coppola Teatro dei Cittadini

No MUOS: nessun dorma!

La scorsa notte la città di Niscemi (CL) è stata teatro dell'ennesimo atto di forza di un governo tecnico politicamente illegittimo e dimissionario.
Centinaia di agenti, fra polizia e carabinieri, hanno sgomberato i blocchi stradali che da settimane impediscono il passaggio dei materiali utili alla realizzazione del MUOS. Liberi cittadini sono stati costretti con la violenza a lasciare transitare i convogli militari, in osservanza ai dettami del Ministero dell'Interno che ha dichiarato la base americana di Niscemi "sito di interesse strategico per la difesa militare della Nazione e dei suoi alleati". Questo nonostante l'Ars (Assemblea Regionale Siciliana) si fosse pronunciata all'unanimità per fermare i lavori per la realizzazione del MUOS.
Il governo nazionale sottolinea con questa scelta autoritaria e repressiva di non tenere in alcun conto né la popolazione siciliana, né l'Assemblea che dovrebbe democraticamente rappresentarla.
La realizzazione dell'ennesima base americana sulla nostra isola aggrava la già pesante militarizzazione del territorio, oltre che scatenare sempre più legittime preoccupazioni sui rischi per la salute delle persone e l'ambiente.
I veti amministrativi riguardano le istituzioni. Di fronte all'aggressività del governo centrale rivendichiamo come cittadini l'urgenza civile di opporci alla cancellazione della dignità di un'intera isola.

La Sicilia non è terra di occupazione per guerrafondai.
La Sicilia è di chi la lavora e di chi la vive.

Teatro Coppola – Teatro dei Cittadini (Catania)
Teatro Garibaldi Aperto (Palermo)
Teatro Pinelli Occupato (Messina)

APPELLO PER SOSTENERE L'EX ASILO FILANGIERI SOTTO SGOMBERO

Dal 2 marzo 2012 l'Ex Asilo Filangieri di Napoli è stato aperto dalla Comunità di Lavoratori e Lavoratrici dell'Immateriale, della Conoscenza e dello Spettacolo. L'edificio, che rischiava di diventare il simbolo dell'ennesimo fallimento clientelare della politica (il Forum delle Culture) è diventato un luogo di produzione e sperimentazione di pratiche di co-working e di autogoverno della Comunità. 

Ora questa esperienza viene messa in pericolo da una guerra a bassa intensità, fatta di denunce più o meno anonime, identificazioni della polizia, fino ad arrivare a richieste di sgombero da parte del Comune di Napoli (che invece in precedenza l'aveva destinato, con una delibera, alla sperimentazione di democrazia partecipata avviata nove mesi fa).

In questi mesi l'Ex Asilo Filangieri è stato attraversato da oltre 200 iniziative artistiche e culturali. È stato il luogo in cui compagnie, artisti e operatori della cultura hanno potuto sviluppare il proprio lavoro e condividerlo con la cittadinanza, in modo aperto e orizzontale (ad esempio attraverso le "prove aperte"); il luogo in cui si sono innescate pratiche condivise e collaborative che hanno costruito le premesse per lo sviluppo di una fucina culturale: un centro di produzione indipendente che metta a disposizione di tutta la comunità gli strumenti di produzione culturale (sala montaggio, palcoscenico, costumeria condivisa, biblioteca, per fare solo qualche esempio).

Queste pratiche di condivisione sono la nostra risposta alla crisi: come lavoratrici e lavoratori dell'immateriale e dello spettacolo subiamo sulla nostra pelle le politiche dei tagli alla cultura e alla ricerca e siamo consapevoli della necessità di inventare e far crescere processi innovativi di produzione culturale dal basso, in grado di liberare le forze creative e produttive. L'Asilo sta attivando un'altra economia fatta di scambi di saperi, pratiche e competenze in grado di innervare ed arricchire l'intero tessuto cittadino.

La comunità aperta dell'Ex Asilo Filangieri che ha innescato questo processo si è posta fin da subito il problema di ampliare il più possibile questa esperienza, elaborando, attraverso un tavolo di lavoro pubblico, un Regolamento per l'uso civico, con l'obiettivo di garantire delle regole chiare per una reale partecipazione democratica, attiva e propositiva. La figura giuridica che si è andata sperimentando è quella dell'uso civico di un bene comune da parte di una comunità di lavoratori (art. 43 Cost.), in questo caso i lavoratori dello spettacolo e dell'immateriale: non un'assegnazione privatistica dello spazio a un soggetto fisso e determinato, ma a tutti quei soggetti – singoli lavoratori, gruppi, associazioni, cooperative, ecc. – che agiscono nei campi del lavoro immateriale, che per fruire dello spazio e per condividerne i mezzi di produzione di cui si sta dotando, si auto-governano in maniera partecipata attraverso un'assemblea pubblica di gestione. 

Oggi questa esperienza "rivoluzionaria" rischia di essere annullata da burocrati miopi, o, peggio, da palazzinari e affaristi senza scrupoli, che si nascondono dietro il paravento di regolamenti amministrativi.

Per questo facciamo appello ai cittadine/i, agli artisti e alle artiste, ai lavoratori e alle lavoratrici dell'immateriale, della conoscenza e dello spettacolo, al mondo della cultura e della ricerca affinché sostengano e difendano il processo in atto all'Ex-Asilo Filangieri. 

Gli spazi in cui si osa fare cultura non possono essere trattati alla stregua di un qualsiasi bar o locale pubblico. La falsa sperimentazione chiusa nei limiti dei regolamenti del tutto inadatti a regolare il processo in atto è destinata a fallire.

Chiediamo alle istituzioni cittadine di mettersi in gioco fino in fondo per immaginare modelli di gestione innovativi (ed alternativi a quelli fallimentari messi in atto finora in Italia), e di non svilire questo processo schierandosi con chi non vuole rinunciare ai propri minuscoli privilegi e con chi ha tutto l'interesse a mantenere la gestione clientelare e parassitaria della cultura a Napoli e in Campania.

Invitiamo tutte/i a partecipare alla vita dell'Ex Asilo Filangieri e ad attraversare lo spazio con le proprie competenze e creatività.

http://labalena.wordpress.com/appello/

RESISTENZA

Vengono di notte come ladri qual sono. Polizia e Carabinieri eseguono il mandato della Cancellieri e forzano i blocchi dei pacifici cittadini di Niscemi che volevano impedire il passaggio della gru utile all'installazione della grande antenna del M.U.O.S. Azzerata con la violenza la volontà della popolazione. Scavalcato il pronunciamento dell'ARS contro il proseguimento dei lavori. La Sicilia è di chi la vive e la lavora non dei guerrafondai!

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Ex asilo Filangeri - GIU' LE MANI DALL'ASILO

Stasera,all'Ex Asilo Filangieri, mentre si stava tenendo il concerto del gruppo ELEM, c'è stata l'ennesima visita della polizia giudiziaria che ha preteso l'interruzione della serata e intimato ad alcune persone prese a caso tra coloro che stavano partecipando al concerto di fornire i documenti.

Delle motivazioni di questa ennesima "visita" non è stata data nessuna spiegazione, se non generici riferimenti all'agibilità del luogo.
Nonostante la presenza della polizia il concerto è proseguito e tutti i partecipanti, consapevoli degli eventi in corso, hanno scelto di rimanere nello spazio a difesa della piena legittimità e del valore dell'esperienza che si sta portando avanti da nove mesi. Intanto, altri agenti hanno arbitrariamente bloccato l'ingresso a numerose altre persone, che, tuttavia, comprendendo la situazione sono rimaste a presidiare l'Asilo dall'esterno.
Alla fine del concerto i presenti, così come insieme hanno deciso di far continuare la serata - nonostante l'inopportuna presenza delle forze dell'ordine - allo stesso modo si sono avviati insieme verso l'uscita.
A questo punto, resisi conto dell'ostinata e immotivata permanenza delle forze dell'ordine all'interno dello spazio, hanno ritenuto opportuno rientrarvi per invitare fermamente i poliziotti ancora presenti ad uscire, considerando, peraltro, che lo spazio custodisce i mezzi di produzione della comunità delle lavoratrici e dei lavoratori che vivono l'Asilo.
E' inatollerabile che un processo radicalmente democratico e inclusivo, il quale ha garantito la reale apertura alla città di uno spazio pubblico, venga sistematicamente sabotato poiché alla cultura viva e accessibile a tutti c'è chi preferisce avere spazi vuoti, grandi e inutili eventi e l'eterno sistema clientelare.

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