NON CI «PLACET»

Le frenesie elettorali non rendono mai un buon servizio all'informazione. Riesumando illustri cadaveri conservati negli angoli più bui delle segreterie di partito, diffondono tutto e il contrario di tutto al solo fine di racimolare una manciata di voti, suggerire appartenenze, immaginare parallelismi ambigui e altamente improbabili.

É così che, nello straparlare a proposito di arte e cultura da parte di sedicenti associazioni create al servizio di questo o quel candidato, il Teatro Coppola Teatro dei Cittadini viene confuso con dichiarate servitù elettorali e, allo stesso tempo, presentato come un'esperienza che godrebbe del «placet» dell'uscente amministrazione comunale.
Da parte nostra, dopo la classica risata che seppellisce l'arroganza di ogni Autorità, ribadiamo che l'occupazione del Teatro Coppola Teatro dei Cittadini
è un'azione diretta esercitata a prescindere e contro il benestare di istituzioni il cui unico ruolo è sempre più quello di svendere la città a ben note famiglie e potentati privati. Semplicemente non riconosciamo a nessuna amministrazione, in quanto tale e a prescindere dal suo colore, il potere di decidere la qualità delle nostre esistenze e, meno che mai, di stabilire come soddisfare i nostri bisogni.
Occupare uno spazio simbolo dell'abbandono e della speculazione non significa solo riaprirlo alla città, ma anche costruirsi ed esercitare la libertà di poter fare senza sottostare a logiche di gestione gerarchiche e clientelari.
Nostri interlocutori restano esclusivamente i cittadini e le cittadine che liberamente attraversano e partecipano il Teatro, complici di una illegalità che riteniamo assolutamente legittima e possibile nella gestione di una socialità liberata dalle miserie del Potere e del profitto.

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ARTISTI NO-MUOS artistinomuos@gmail.com

Il Teatro Coppola/Teatro dei Cittadini, spazio occupato, liberato ed autogestito, promuove, su tutto il territorio nazionale, la costituzione di un comitato ARTISTI NO MUOS che sia parte integrante della lotta che in Sicilia ed in tutta Italia si conduce contro il sistema di comunicazioni satellitari USA installato a Niscemi (CL).

Il Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione nella riserva naturale della Sughereta di Niscemi, sito di interesse Comunitario. Il programma MUOS, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo, avvalendosi anche dei droni (gli aerei senza pilota) già presenti, in grande quantità, presso la base militare di Sigonella (CT).
Ad installazione ultimata, il campo elettromagnetico determinato dalle parabole satellitari e dalle antenne (a Niscemi ne sono già presenti 42, una delle quali dell'altezza di 146 metri) provocherà effetti biologici irreversibili sull'uomo (insorgenza di tumori e leucemie, riduzione della fertilità), sulla fauna (impatto sulla migrazione di diverse specie di uccelli) e sulla flora, oltreché interferire con apparecchiature elettroniche (pacemaker, defibrillatori, apparecchi acustici, attrezzature ospedaliere); e per un raggio di oltre 130 km.
Ancora una volta ed ancor di più, la Sicilia è terra di servitù militare, svenduta dallo stato italiano agli interessi militari statunitensi.
Da tempo i cittadini di Niscemi lottano l'installazione della base militare, riaffermando il loro diritto alla vita, alla pace, salute, all'autodeterminazione; e, negli ultimi due anni la lotta si è generalizzata, assumendo marcati caratteri antimilitaristi; e si è estesa all'intera Sicilia e alla Penisola. Si sono costituiti Comitati territoriali NO MUOS, riuniti in un Coordinamento regionale; nei pressi della base militare si è insediato un Presidio permanente punto di riferimento delle azioni di lotta; dalle esperienze di lotta è nato il Comitato MAMME NO MUOS, attivo quotidianamente nell'organizzare blocchi presso la base per impedire il passaggio dei militari americani e dei tecnici, scortati da decine di carabinieri e poliziotti (lo stato italiano non lesina certo il servile appoggio all'insediamento militare statunitense).

In linea con lo spirito, gli intenti, i metodi di lotta dei Comitati territoriali, il Teatro Coppola propone la costituzione di un Comitato ARTISTI NO MUOS, apartitico e aconfessionale, ad adesione individuale. L'invito è esteso a tutti gli artisti che si riconoscono nei valori imprescindibili della libertà, dell'uguaglianza, della solidarietà, dell'antifascismo e dell'antirazzismo.
Il Teatro Coppola si impegna ad organizzare, nei prossimi mesi, la prima Assemblea degli ARTISTI NO MUOS.
Frattanto, una prima scadenza: il 31 maggio è stato indetto lo sciopero generale nella città di Niscemi: sarà un momento importante di crescita civile per tutto il movimento NO MUOS.
Il 30 maggio, i tre Teatri occupati della Sicilia (Teatro Garibaldi di Palermo, Teatro Pinelli di Messina e Teatro Coppola di Catania) organizzeranno una manifestazione con un palco libero e aperto a tutti gli artisti che vorranno portare la propria solidarietà e il proprio contributo, nelle forme che essi sceglieranno e che li contraddistinguono.
Agli artisti che non potranno partecipare chiediamo un segno di partecipazione e di solidarietà (un messaggio da leggere pubblicamente, una comunicazione durante i loro concerti, spettacoli, mostre).

Per aderire ad ARTISTI NO MUOS: inviare una e-mail di adesione a
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(possibilmente anche recapito telefonico), specificando la qualifica con cui si preferisce essere citati.
Vi chiediamo di far girare questo appello ad altri artisti sensibili ai temi della pace, dell'antimilitarismo, dell'autodeterminazione dei popoli.
Costituendo Comitato
ARTISTI NO MUOS

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Il 30 marzo il Teatro Coppola a Niscemi per manifestare contro il MUOS

Sabato 30 marzo 2013 il Teatro Coppola – Teatro dei cittadini rimarrà chiuso.
La chiusura è stata adottata dall'Assemblea del Teatro, con decisione unanime, per consentire a tutti la partecipazione alla manifestazione nazionale contro il MUOS che si terrà a Niscemi.
La produzione e la fruizione di contenuti culturali liberi, nella precisa prospettiva della libertà individuale e sociale, non possono avere senso quando il contesto generale è caratterizzato dal segno della schiavitù. Non è questo, forse, il segno della subordinazione della salute umana e di tutti gli altri esseri viventi alle necessità tecnologiche dei prepotenti di turno? Non è questo, ancora, il segno di chi infrange un secolare equilibrio ambientale (protetto per legge!) in nome di presunte ragioni di sicurezza militare? Non è schiavitù sopportare che forze armate straniere, in combutta con le nazionali, considerino la nostra terra una piattaforma di manovra per scatenare e gestire guerre di vecchio e nuovissimo stile?
Chiudiamo il Teatro per affermare la necessità di aprirci a ciò che ci circonda.
Chiediamo, alle migliaia di persone che in questi quindici mesi sono stati i nostri spettatori, di smettere di essere spettatori e di essere cittadini, direttamente artefici e responsabili delle proprie vite.
Insieme a Niscemi, il 30 marzo, per rivendicare il diritto ad una vita sana, ad un ambiente pulito, per esigere il blocco del MUOS e lo smantellamento delle antenne NRTF, per chiedere che la Sicilia sia terra di pace e di incontro.
Insieme, ogni giorno, dentro e fuori dal Teatro, per affermare che dignità e libertà sono troppo grandi per essere ridotte ad oggetti di contrattazione economica e di negozi di partito.

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Teatri No NUOS: un terreno per il presidio

Serata di raccolta fondi a sostegno della campagna nazionale per acquistare il terreno del presidio permanente NO MUOS di Niscemi

Il Teatro Coppola Teatro dei Cittadini di Catania, il Teatro Pinelli di Messina e Il Teatro Garibaldi Aperto di Palermo organizzeranno una serata di raccolta fondi per acquistare il terreno che ospita il presidio No Muos di Niscemi. Il Teatro Garibaldi Aperto e il Teatro Coppola "scambieranno" in questa occasione le loro produzioni: lo spettacolo "Furore" della Civita Folk Orchestra sarà al teatro di piazza Magione di Palermo, mentre "Barbablu non muore mai" di Giuseppe Massa con Rosario Palazzolo sarà al Teatro di via Vecchio Bastione di Catania.

A Messina, invece, il Teatro Pinelli – "itinerante" in seguito al recente sgombero del 14 febbraio – proporrà "La Cisterna" di Salvatore Arena con Massimo Zaccaria, in una delle ZTL, zone temporaneamente liberate. Le sottoscrizioni raccolte ai tre eventi contemporanei saranno interamente devolute al coordinamento regionale dei comitati No MUOS per l'acquisto del terreno in contrada Ulmo sul quale attualmente risiede il presidio permanente che da mesi lavora attivamente per evitare il passaggio dei mezzi di costruzione delle antenne nel territorio niscemese.

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Andare Camminare Lavorare

Il lavoro nelle sue interpretazioni

La programmazione del Teatro Coppola Teatro dei Cittadini da febbraio a marzo 2013

Andare Camminare Lavorare, primo tema del ciclo di rassegne Racconti di combinazione, nasce dall’invito del Teatro Coppola – rivolto a tutti gli artisti disposti ad attraversare lo spazio del Teatro dei Cittadini – a elaborare il tema del lavoro in assoluta libertà, svilupparne le suggestioni, produrle e narrarle nei modi e nelle forme più varie: workshop, rappresentazioni teatrali, arti visive, proiezioni, concerti, letture pubbliche, presentazioni. Il lavoro inteso come bisogno, rifiuto, sfruttamento, ricatto, dovere morale, talento, imposizione sarà il tema della programmazione del Teatro Coppola nei mesi di febbraio e marzo. Un tema scaturito dalle riflessioni e dal confronto diretto con i cittadini durante le assemblee: è il lavoro la soluzione o c’è una soluzione al lavoro?

Si parte il 19 febbraio con il documentario di Angelo Barberi e Sebastiano Pennisi Ci credevamo. Memorie di lotte contadine, videoracconti di contadini e attivisti politici protagonisti delle lotte per l’occupazione delle terre e testimoni diretti dei fatti negli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra in provincia di Enna.  Il 20 febbraio la compagnia Blusclint porterà in scena Grasse risate (lacrime magre), uno spettacolo sul mestiere dell’attore, che con ironia mette in luce i luoghi comuni del mondo del teatro e i suoi stereotipi. Il 21 febbraio la già avviata rassegna alcinemamai, dedicata ai film mai usciti in Italia, presenterà la pellicola La Promesse di Jean-Pierre e Luc Dardenne, storia del rapporto tra padre e figlio nel contesto dello sfruttamento dei lavoratori immigrati clandestini in Europa. Il 26 febbraio il video The abolition of work di canecapovolto tratterà il tema del rifiuto del lavoro, prendendo spunto dal pamphlet di Bob Black alla luce della formula forza lavoro-ripetizione-morte. Il 28 febbraio sarà in scena la nuova produzione del Teatro Coppola: Furore. Profughi, Vagabondi e Braccianti nella polvere del sogno americano, uno spettacolo ispirato al capolavoro Furore di John Steinbeck, che racconta, attraverso il lungo viaggio della famiglia Joad verso la California, un'America spietata che fonda il proprio avvenire sullo sfruttamento dei più deboli, la speculazione, l'accumulo smisurato della proprietà nelle mani di pochi privilegiati. Tessendo insieme i fili del romanzo di Steinbeck e le canzoni di Guthrie, Joe Hill e Leadbelly, la Civita Folk Orchestra porta sulla scena il racconto di un esodo antico che arriva fino ai nostri giorni: l'ingiustizia palese di un mondo ferocemente diviso, oggi come ieri, fra sfruttati e sfruttatori. Il 5 marzo, la rassegna alcinemamai presenterà La Fiamiferaia, episodio conclusivo della cosiddetta “triologia dei perdenti” di Aki Kaurismäki dedicata al mondo proletario.  L’8 e 9 marzo lo spettacolo Entro i limiti della media europea, di Nino Romeo con Graziana Maniscalco, lascerà parlare la moglie di un uomo vittima di un incidente sul lavoro, il dolore per la perdita, il licenziamento annunciato per il giorno successivo a quello in cui lui ha trovato la morte. Il 10 marzo, la compagnia Instabilivaganti racconterà con lo spettacolo L’Eremita contemporaneo – Made in ILVA le testimonianze di alcuni operai dell’ILVA, l’acciaieria più grande d’Europa, e la necessità di continuare a lavorare per la sopravvivenza quotidiana in quell’inferno di morti sul lavoro e danni ambientali. Il 15 marzo La Cisterna di Salvatore Arena, con Massimo Zaccaria, sarà ancora il racconto di una morte bianca, questa volta ispirato alla tragedia dell'azienda Truck Center di Molfetta, a causa della quale nel 2008 persero la vita cinque operai impegnati a bonificare una cisterna che trasportava zolfo. Il 22 e 23 marzo, A-MEN. Gli uomini e le nuove religioni, di Walter Leonardi e Carlo Gabardini, sarà la storia di una crisi di mezza età, un comico che durante il suo monologo classico da stand-up e all’apice della risata si rende conto di essere in crisi, non professionale, ma umana, che non si limita alla sua persona ma che è di tutta la società, sia a livello economico che a livello sociale.

La rassegna comprende anche esposizioni artistiche e percorsi di formazione. La mostra Inumana Coesistenza, Ismaele e Isacco 4.000 anni dopo di Daniele Pisasale sarà inaugurata il 23 febbraio e sarà visitabile fino al 3 marzo. I workshop in programma rappresentano un focus sulle professioni e sulle maestranze dentro il teatro: Laboratorio sul testo teatrale per attori, drammaturghi e registi a cura di Paolo Faroni, attore e autore della compagnia Blusclint (20, 21, 22 febbraio, ore 16-19), Drammaturgia della luce, seminario sull’illuminotecnica teatrale a cura di Nino Romeo (4, 5 e 7 marzo ore 10-13 e 15-19) e In-Organic Body Upgrading Actor, laboratorio sull'azione performativa nel teatro contemporaneo con Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola (11 e 12 marzo, ore 14-19).

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MANGIATORI DI CARTA BOLLATA

Stamattina, 22 gennaio 2013, al Teatro Coppola è stata recapitata una raccomandata a/r da parte del Comune di Catania. Il contenuto di questa riporta la volontà della Commissione Comunale di Vigilanza a «verificare, accertare e controllare l’osservanza delle norme relative ai requisiti tecnici, di idoneità, di sicurezza e di igiene dei locali di pubblico spettacolo».

La Commissione richiede al Teatro Coppola Teatro dei Cittadini una documentazione che attesti «l’agibilità necessaria per svolgere l’attività», un lungo elenco che include, tra gli altri documenti, il titolo di proprietà, la destinazione d’uso dello spazio, la descrizione degli impianti di sicurezza, il collaudo delle strutture fisse o mobili.

Il Teatro Coppola, struttura che sulla carta è di proprietà del Comune di Catania (paradosso di una burocrazia che ci chiede attestati di proprietà), non possiede e non ha bisogno, per la particolarità della sua gestione, di nessuno dei certificati richiesti. È uno spazio occupato e autogestito, tornato a vivere da poco più di un anno (dal 16 dicembre 2011) in seguito a  una azione cittadina, diretta e dal basso. Ristrutturato con tempo, materiali e lavoro prestato volontariamente. Legittimato nella sua esistenza da una partecipazione cittadina costante e costruttiva.  

Prima di chiedere al Teatro Coppola un certificato di collaudo, il Comune di Catania dovrebbe spiegare ai cittadini che fine hanno fatto i 225.000 euro stanziati nel 2005 per la ristrutturazione dello spazio, ristrutturazione mai completata e che ha prodotto soltanto l’ennesimo abbandono di una proprietà pubblica, negandone la sua destinazione storica a luogo di produzione culturale.

Il Teatro Coppola oggi è il Teatro dei Cittadini, uno spazio culturale aperto, una piazza, un luogo di confronto, di sperimentazione culturale e politica gestito direttamente dai cittadini, senza interlocutori istituzionali. In tal senso non è materia riguardante la Commissione Comunale di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.

La burocrazia è pietanza per mangiatori di carta bollata. Non siamo noi a dover fornire documentazioni che attestino condizioni di legalità.

Ci piace pensare che il gesto in questione sia frutto ancora una volta dello zelo di un funzionario sfaccendato e, di conseguenza, troppo zelante nel suo dovere. Se così non fosse non è al Teatro Coppola che si deve rendere conto di una tale provocazione bensì ai cittadini tutti a cui appartiene di diritto e di fatto.

Ci riserviamo, nei prossimi giorni, di fornire alla cittadinanza tutta la documentazione richiestaci, «da presentare almeno dieci giorni prima (sic)», nei modi e negli usi che, saltimbanchi qual siamo, ci sono più congeniali.

Teatro Coppola Teatro dei Cittadini

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Il Teatro Pinelli di Messina sgomberato

Sotto sgombero il Teatro Pinelli di Messina. Denunciati dieci occupanti. La burocrazia risponde coi celerini e la malafede alle legittime istanze di riappropriazione della pubblica proprietà sollevate dai cittadini per sottolinearne l'abbandono e l'alienazione.
Sicurezza e ordine pubblico sono ancora le uniche maschere dietro cui nascondere decenni di intrallazzi e gestione privatistica di risorse che appartengono a tutti noi. Non ci meraviglia e non ci paralizza.

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No MUOS: nessun dorma!

La scorsa notte la città di Niscemi (CL) è stata teatro dell'ennesimo atto di forza di un governo tecnico politicamente illegittimo e dimissionario.
Centinaia di agenti, fra polizia e carabinieri, hanno sgomberato i blocchi stradali che da settimane impediscono il passaggio dei materiali utili alla realizzazione del MUOS. Liberi cittadini sono stati costretti con la violenza a lasciare transitare i convogli militari, in osservanza ai dettami del Ministero dell'Interno che ha dichiarato la base americana di Niscemi "sito di interesse strategico per la difesa militare della Nazione e dei suoi alleati". Questo nonostante l'Ars (Assemblea Regionale Siciliana) si fosse pronunciata all'unanimità per fermare i lavori per la realizzazione del MUOS.
Il governo nazionale sottolinea con questa scelta autoritaria e repressiva di non tenere in alcun conto né la popolazione siciliana, né l'Assemblea che dovrebbe democraticamente rappresentarla.
La realizzazione dell'ennesima base americana sulla nostra isola aggrava la già pesante militarizzazione del territorio, oltre che scatenare sempre più legittime preoccupazioni sui rischi per la salute delle persone e l'ambiente.
I veti amministrativi riguardano le istituzioni. Di fronte all'aggressività del governo centrale rivendichiamo come cittadini l'urgenza civile di opporci alla cancellazione della dignità di un'intera isola.

La Sicilia non è terra di occupazione per guerrafondai.
La Sicilia è di chi la lavora e di chi la vive.

Teatro Coppola – Teatro dei Cittadini (Catania)
Teatro Garibaldi Aperto (Palermo)
Teatro Pinelli Occupato (Messina)

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