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RESISTENZA

Vengono di notte come ladri qual sono. Polizia e Carabinieri eseguono il mandato della Cancellieri e forzano i blocchi dei pacifici cittadini di Niscemi che volevano impedire il passaggio della gru utile all'installazione della grande antenna del M.U.O.S. Azzerata con la violenza la volontà della popolazione. Scavalcato il pronunciamento dell'ARS contro il proseguimento dei lavori. La Sicilia è di chi la vive e la lavora non dei guerrafondai!

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APPELLO PER SOSTENERE L'EX ASILO FILANGIERI SOTTO SGOMBERO

Dal 2 marzo 2012 l'Ex Asilo Filangieri di Napoli è stato aperto dalla Comunità di Lavoratori e Lavoratrici dell'Immateriale, della Conoscenza e dello Spettacolo. L'edificio, che rischiava di diventare il simbolo dell'ennesimo fallimento clientelare della politica (il Forum delle Culture) è diventato un luogo di produzione e sperimentazione di pratiche di co-working e di autogoverno della Comunità. 

Ora questa esperienza viene messa in pericolo da una guerra a bassa intensità, fatta di denunce più o meno anonime, identificazioni della polizia, fino ad arrivare a richieste di sgombero da parte del Comune di Napoli (che invece in precedenza l'aveva destinato, con una delibera, alla sperimentazione di democrazia partecipata avviata nove mesi fa).

In questi mesi l'Ex Asilo Filangieri è stato attraversato da oltre 200 iniziative artistiche e culturali. È stato il luogo in cui compagnie, artisti e operatori della cultura hanno potuto sviluppare il proprio lavoro e condividerlo con la cittadinanza, in modo aperto e orizzontale (ad esempio attraverso le "prove aperte"); il luogo in cui si sono innescate pratiche condivise e collaborative che hanno costruito le premesse per lo sviluppo di una fucina culturale: un centro di produzione indipendente che metta a disposizione di tutta la comunità gli strumenti di produzione culturale (sala montaggio, palcoscenico, costumeria condivisa, biblioteca, per fare solo qualche esempio).

Queste pratiche di condivisione sono la nostra risposta alla crisi: come lavoratrici e lavoratori dell'immateriale e dello spettacolo subiamo sulla nostra pelle le politiche dei tagli alla cultura e alla ricerca e siamo consapevoli della necessità di inventare e far crescere processi innovativi di produzione culturale dal basso, in grado di liberare le forze creative e produttive. L'Asilo sta attivando un'altra economia fatta di scambi di saperi, pratiche e competenze in grado di innervare ed arricchire l'intero tessuto cittadino.

La comunità aperta dell'Ex Asilo Filangieri che ha innescato questo processo si è posta fin da subito il problema di ampliare il più possibile questa esperienza, elaborando, attraverso un tavolo di lavoro pubblico, un Regolamento per l'uso civico, con l'obiettivo di garantire delle regole chiare per una reale partecipazione democratica, attiva e propositiva. La figura giuridica che si è andata sperimentando è quella dell'uso civico di un bene comune da parte di una comunità di lavoratori (art. 43 Cost.), in questo caso i lavoratori dello spettacolo e dell'immateriale: non un'assegnazione privatistica dello spazio a un soggetto fisso e determinato, ma a tutti quei soggetti – singoli lavoratori, gruppi, associazioni, cooperative, ecc. – che agiscono nei campi del lavoro immateriale, che per fruire dello spazio e per condividerne i mezzi di produzione di cui si sta dotando, si auto-governano in maniera partecipata attraverso un'assemblea pubblica di gestione. 

Oggi questa esperienza "rivoluzionaria" rischia di essere annullata da burocrati miopi, o, peggio, da palazzinari e affaristi senza scrupoli, che si nascondono dietro il paravento di regolamenti amministrativi.

Per questo facciamo appello ai cittadine/i, agli artisti e alle artiste, ai lavoratori e alle lavoratrici dell'immateriale, della conoscenza e dello spettacolo, al mondo della cultura e della ricerca affinché sostengano e difendano il processo in atto all'Ex-Asilo Filangieri. 

Gli spazi in cui si osa fare cultura non possono essere trattati alla stregua di un qualsiasi bar o locale pubblico. La falsa sperimentazione chiusa nei limiti dei regolamenti del tutto inadatti a regolare il processo in atto è destinata a fallire.

Chiediamo alle istituzioni cittadine di mettersi in gioco fino in fondo per immaginare modelli di gestione innovativi (ed alternativi a quelli fallimentari messi in atto finora in Italia), e di non svilire questo processo schierandosi con chi non vuole rinunciare ai propri minuscoli privilegi e con chi ha tutto l'interesse a mantenere la gestione clientelare e parassitaria della cultura a Napoli e in Campania.

Invitiamo tutte/i a partecipare alla vita dell'Ex Asilo Filangieri e ad attraversare lo spazio con le proprie competenze e creatività.

http://labalena.wordpress.com/appello/

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Ex asilo Filangeri - GIU' LE MANI DALL'ASILO

Stasera,all'Ex Asilo Filangieri, mentre si stava tenendo il concerto del gruppo ELEM, c'è stata l'ennesima visita della polizia giudiziaria che ha preteso l'interruzione della serata e intimato ad alcune persone prese a caso tra coloro che stavano partecipando al concerto di fornire i documenti.

Delle motivazioni di questa ennesima "visita" non è stata data nessuna spiegazione, se non generici riferimenti all'agibilità del luogo.
Nonostante la presenza della polizia il concerto è proseguito e tutti i partecipanti, consapevoli degli eventi in corso, hanno scelto di rimanere nello spazio a difesa della piena legittimità e del valore dell'esperienza che si sta portando avanti da nove mesi. Intanto, altri agenti hanno arbitrariamente bloccato l'ingresso a numerose altre persone, che, tuttavia, comprendendo la situazione sono rimaste a presidiare l'Asilo dall'esterno.
Alla fine del concerto i presenti, così come insieme hanno deciso di far continuare la serata - nonostante l'inopportuna presenza delle forze dell'ordine - allo stesso modo si sono avviati insieme verso l'uscita.
A questo punto, resisi conto dell'ostinata e immotivata permanenza delle forze dell'ordine all'interno dello spazio, hanno ritenuto opportuno rientrarvi per invitare fermamente i poliziotti ancora presenti ad uscire, considerando, peraltro, che lo spazio custodisce i mezzi di produzione della comunità delle lavoratrici e dei lavoratori che vivono l'Asilo.
E' inatollerabile che un processo radicalmente democratico e inclusivo, il quale ha garantito la reale apertura alla città di uno spazio pubblico, venga sistematicamente sabotato poiché alla cultura viva e accessibile a tutti c'è chi preferisce avere spazi vuoti, grandi e inutili eventi e l'eterno sistema clientelare.

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Teatro Pinelli Occupato | Messina Comunicato stampa 16 dicembre duemila12

 

Ieri dopo una giornata di mobilitazione antifascista abbiamo occupato i locali dell’ Ex Teatro in Fiera di Messina. Abbiamo voluto intitolare questo nuovo spazio a Pinelli nell’anniversario del suicidio (di stato) avvenuto dentro la questura di Milano nel ’69 in una delle fasi più conflittuali e importanti della storia del nostro paese. Con questa azione sentiamo di continuare un percorso di mobilitazione che coinvolge, seppur in forme diverse, gran parte della città. L’urgenza che ci ha spinto ad agire si sta diffondendo in tutto il paese con risultati propositivi, nuove pratiche costituenti, spazi aperti, a partire proprio dai teatri.

Questa occupazione ha l’obbiettivo di restituire alla città un bene fondamentale per la crescita civile e culturale della comunità e che invece da decenni è abbandonato nel più totale degrado.

Avremmo voluto donare un “nuovo” teatro, ma abbiamo scoperto un cratere: al posto della platea un cumulo di macerie, emblema dello smottamento culturale e civile che ha investito questa città negli ultimi vent’anni. Un teatro che adesso è simbolo del fallimento assoluto di un’intera classe dirigente che a fronte di mega progetti sponsorizzati da soggetti privati (o da soggetti pubblici subalterni a interessi privati) non ha avuto cura di un bene pubblico così prezioso. Non solo il teatro: l’intero plesso fieristico…oltre 30 mila metri quadri sottratti alla collettività.

Un’assemblea cittadina composta da oltre duecento cittadini nel pomeriggio ha rivendicato le ragioni di questa azione: gli spazi della Fiera devono essere accessibili, comuni, svincolati da ogni logica legata al profitto e al mercato. I soggetti formalmente pubblici che hanno privato la città di questi spazi non hanno la credibilità per proporre alcunché, né il compito può essere delegato a una commissione composta in prevalenza da soggetti privati con interessi speculativi. Ci prendiamo il tempo necessario per un confronto reale tra cittadini, lavoratori dello spettacolo, movimenti. Domani alle 18,00 al padiglione 7 si terrà una nuova assemblea cittadina, nel frattempo negli spazi agibili del teatro sono in corso concerti, performance, prove aperte, djset, assemblee permanenti.

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Arrendetevi siamo pazzi

I pazzi aprono le vie che poi percorrono i savi.
Carlo Dossi, Note azzurre

Da Wikipedia: la follia viene identificata come una mancanza di adattamento che il malato mostra nei confronti dell'ambiente, tenendo ben presente che la definizione della follia è influenzata dal momento storico e dalla cultura

Voi eravate lì, mentre il cavaliere sgangherato si scagliava cuore e voce, contro quei mulini a vento che lo avrebbero scaraventato nel fango o proiettato tra le stelle. Eravate lì e ridevate di lui. Ne ridevate perchè ne avevate paura.

Ed eravate ancora lì quando quel monaco domenicano inventava un nuovo dio, sconvolgendovi nelle impolverate tonache. Eravate lì, e lo bruciavate vivo. Lo bruciavate perchè ne avevate paura.

Ed eravate ancora lì mentre un piccolo pazzo sollevava la bella Napoli contro la tirannide spagnola. Eravate lì, e lo tradivate. Lo tradivate perchè ne avevate paura.

Poi venne la storia, la grande amica di tanti folli, a riservare un posto d'onore a loro come a tanti altri, e a far cadere la vostra paura in un oblio tiepido e confuso.

Per questo nostro grande dono, per la vostra paura:

ARRENDETEVI, SIAMO PAZZI!

Asilo della conoscenza e della creatività
MACAO
Nuovo Cinema Palazzo
S.a.L.E Docks
Teatro Coppola - Teatro dei Cittadini
Teatro Garibaldi Aperto
Teatro Valle Occupato

arrendetevi teatrocoppola

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