Nessun evento

16.12.011 16 12 016 Cinque anni di occupazione

Ricominciamo dalle cose semplici: noi non vogliamo essere salvati, non siamo giovani, non siamo un’associazione. Al contrario: siamo perduti all’ordine, siamo vecchi sporcaccioni, siamo abusivi impuniti. Non riconosciamo l’autorità di questa, né di qualunque altra Amministrazione. Non le riconosciamo il diritto di vendere o comprare i nostri spazi, il nostro piacere, i nostri desideri. Possiamo subire la forza della burocrazia ma non accettarla, e quando la subiamo sappiamo rispondere da guitti, col ghigno, la risata, la capriola. Il Teatro Coppola non è luogo di pacificazione, è giocoleria di conflitto. Il Teatro Coppola non ha niente di rassicurante, è in bilico e corre sulla fune. Se volete una poltrona comoda andate da chi se le fa pagare dalla politica le poltrone. Ricominciamo dalle cose semplici: pratichiamo il disordine. P.S. Se il Comune non vende il Teatro Coppola è perché punta all’oro di S. Agata.

StampaEmail

COMPRAMI, IO SONO IN SVENDITA

2016, l’anno della grande liquidazione. Mettete le mani ai portafogli, signori, Catania è in vendita.
Imprenditori. Burocrati. Maghi della finanza. Santoni dell’edilizia. Prestanomi.
Diciamo a voi.
E non temete per la cultura. No. Non guardate al passato. C’è un bilancio da risanare.
In una città in cui il frastuono dei clacson si contrappone al silenzio delle coscienze, in pochi si accorgeranno della bellezza defraudata, della storia dimenticata e delle mani che le hanno costruite. Qualcuno vi muoverà delle critiche, è certo. Altri si riuniranno intorno a fumose tavole rotonde. Ma quando l’urgenza della pancia tornerà a riempire le bocche e le parole verranno inghiottite insieme al vino, saranno le mani a raccontare qualcosa. Le vostre prenderanno. Le nostre difenderanno. Le vostre distruggeranno. Le nostre creeranno. Non alberghi - quello lo lasciamo fare a voi - ma coscienze, urgenze, intelligenze. E queste non si possono comprare. Non si possono concordare. Si possono solo conquistare. Con l’arte. Con la bellezza. Con la libertà.
Il Teatro Coppola non è in vendita. Le mura lo sono. 
Ma noi - NOI - siamo e saremo quello che siamo sempre stati: i cittadini di una città che non vi appartiene. 
E con noi vi dovrete confrontare.
[L'Assemblea del Teatro Coppola - Teatro dei Cittadini]

StampaEmail

Altri articoli...