Laboratorio di Storia dell'Arte (VII Ciclo)

 

LABORATORIO DI STORIA DELL'ARTE – VII CICLO
ESERCIZI DI LETTURA DELL'IMMAGINE

a partire dal 25 giugno 2017 - ore 10:00

a cura di Luigi Sapienza, info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


ITINERARIO G (Eclettismo)
1 – Teatro Coppola (presentazione del corso),
2 – Piazza Duomo,
3 – Piazza Bellini (con approfondimento del Teatro Massimo),
4 – Palazzo delle Poste e via Umberto (da via Etnea fino a piazza V.Emanuele III)
5 – Piazza Verga,
6 – Viale Regina Margherita (da piazza Roma a via Ipogeo) e Piazza Lanza (Casa Circondariale),
7 – Viale XX settembre (da piazza Roma a piazza Trento),
8 – Cimitero di Catania (itinerario nord)



Il laboratorio si propone di sviluppare, attraverso un percorso itinerante a giornate nella città di Catania, una serie di incontri basati su esercizi diretti di lettura dell’immagine.
I partecipanti, seguiti dal promotore del progetto, saranno coinvolti in prima persona nell’interpretazione visiva e formale di vari monumenti attraverso la sua mediazione, il cui fine sarà quello di stimolare in loro un approccio critico di lettura e comprensione delle opere e più in generale della realtà circostante. Queste operazioni infatti, pur attingendo ovviamente a metodologie della Storia dell’Arte, non avranno come obiettivo quello di fornire una preparazione professionale di tale settore ai frequentanti, bensì di abituarli a una dialettica costruttiva ed analitica dei monumenti e più in generale delle immagini, insomma di ciò che vediamo. Insegnare a vedere è d’altra parte ciò che la Storia dell’Arte, nel suo aspetto più basilare e fondante, dovrebbe trasmettere ai suoi studenti ed utenti. Questa è la sua principale utilità nella vita quotidiana, al di là dei suoi più avanzati approfondimenti professionali. Oggi in particolare questo esercizio di lettura visiva è fondamentale, perché la società contempo-ranea è più di tutte le precedenti dominata da immagini di ogni tipo.

Sviluppare una comprensione critica di esse, partendo dai maggiori esempi di opere estetiche, è un processo che va ben oltre la dimensione storico-artistica, investendo più in generale la vita e il modo in cui essa è esplicata e organizzata.

Il laboratorio avrà cadenza settimanale. Per questioni di efficienza operativa, gli incontri non po-tranno svolgersi con più di 5 persone a giornata. In caso di affluenza superiore, i partecipanti sa-ranno divisi in più gruppi e in più giornate.

Luigi Sapienza (1984) si è laureato in Pedagogia e didattica dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e successivamente in Storia dell’Arte e Beni Culturali presso l’Università di Catania. Si dedica anche a varie attività creative e ha studiato particolarmente Catania ed il suo territorio.

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Altre letture. Pomeriggi letterari

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“La speranza che riponiamo in questa rassegna è quella di stimolare un aspetto fondamentale per chi legge libri: quello della curiosità, che spinge ognuno di noi a cercare nei vari scaffali delle librerie quel titolo sconosciuto consigliatoci da un amico, o da qualcuno incontrato per caso in questa stessa ricerca. Nel nostro viaggio da lettori, nella nostra scoperta, questi sono alcuni degli autori che consiglieremmo a chi, come noi, si trascina curioso per le strade della letteratura. Per ogni autore sarà curata una selezione delle sue opere, che verrà discussa informalmente durante gli incontri. Nella speranza che ognuno di voi possa consigliarci nuove strade, o panorami che abbiamo perso nel nostro viaggio, vi aspettiamo.”
(Collettivo 11 alle 11)


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Margini

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"Margini" è la nuova rassegna musicale del Teatro Coppola di Catania, dedicata agli autori più felicemente controversi - quanto incollocabili - della scena italiana.

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"màrgine s. m. (ant. f.) [lat. margo -gĭnis, m. e f.] 2. fig. a. In locuz. particolari: al m., e più spesso ai m. di ..., al limite, in una posizione di confine, in una situazione che non è più o non è ancora quella di riferimento."
Il margine per definizione delimita uno spazio. Pone un prima e un dopo, un qui e un lì, prevede una presa di posizione in senso letterale: da questa o da quella parte.

Anche gli integralismi – politici, economici, religiosi, personali, alimentari, estetici, sessuali, filosofici – definiscono un noi e un voi. È doveroso appartenere a qualcosa e pretendere una collocazione: da questa o da quella parte.
Eppure esiste uno spazio di mezzo, quella porzione infinita che sta proprio dentro la linea di demarcazione, l’informe indeterminato che è la terra di nessuno e che non ha dimora all’interno di quella rigida struttura binaria. In questo quadro, delimitato dalla ricerca ossessiva della perfezione, chi è l’outsider?
Non è certo colui che si tira fuori, rinunciando alle cose o indugiando nell’osservazione acritica. Non è il “forestiero della vita”.
Piuttosto sta in mezzo, in bilico tra la sospensione della grazia e l’attrattiva dell’oscurità. Non è un uomo ordinario, e neppure un vero eletto. Abbastanza lucido per rendersi conto che la vita non è ciò che appare, ma nemmeno ciò-che-è, egli prova audacemente a trasformare la propria vicenda in un’avvincente corsa a ostacoli dello spirito. Non è toccato dalla misericordia dei santi, così come non ha la tempra degli illuminati. Egli non è un dormiente, eppure non è completamente risvegliato.
Per questa sua natura non rintracciabile, non di rado, la società lo teme.
E lo massacra.
“There is a crack in everything, that's how the light gets in”, canta Leonard Cohen.
Una crepa, un errore, un margine d’imprecisione attraverso il quale penetra la luce. Simile a quella pratica giapponese - il kintsugi – attraverso la quale si riparano gli oggetti preziosi riempiendo d’oro le linee di rottura. Le cicatrici, le crepe diventano margini di risoluzione. E raccontano una storia.
Ed è proprio al Teatro Coppola, spazio borderline aperto a ogni contraddizione, che nasce “Margini”, rassegna dedicata agli autori più felicemente controversi – quanto incollocabili – della nostra scena musicale italiana.

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